BonoMedico ItaliaQuando crescono i capelli innestati?

Quando crescono i capelli innestati?

Quando crescono i capelli innestati?

Uno degli aspetti importanti per chi decide di sottoporsi a micro-trapianto è il tempo di crescita del capello innestato.

Il capello trapiantato reca con sé tutte le informazioni genetiche dell’area della testa da cui proviene (principalmente l’area laterale, anche se il capello può essere ricavato da altri punti della testa). Queste informazioni permettono al capello di durare tutta la vita e di mantenere la stessa struttura e comportamento di crescita. Gli esperti affermano con totale certezza che il capello impiantato ha le stesse caratteristiche del capello normale, con il grande vantaggio di non essere soggetto ad alopecia androgenetica presente nell’area ricevente.

Le domande più frequenti relative alla crescita dell’innesto e alle caratteristiche del capello trapiantato sono le seguenti:

Il follicolo o il capello innestato ha le stesse caratteristiche di un capello normale?

Nelle prime settimane dopo il trapianto, solitamente si verifica un normale processo di caduta del capello, denominato effluvio. L’effluvio o caduta delle unità follicolari è una conseguenza del trauma chirurgico cui sono state sottoposte durante l’estrazione e il successivo innesto.

A partire dal terzo mese dopo l’innesto, i capelli caduti entrano in una nuova fase anagen o di crescita. Da questo momento in poi il capello innestato rientra nel suo normale ciclo vitale.

Il tempo medio per la ricrescita di un innesto è di circa tre-quattro mesi dopo l’intervento. La crescita più importante si verifica a partire dal sesto mese e dopo un anno si apprezzano i risultati definitivi. Il periodo di attesa prima del risultato permanente è quindi legato al ciclo naturale di crescita dei capelli. A questo punto il capello innestato continuerà a crescere e cadere per tutta la vita, seguendo il ciclo naturale e proprio di ogni persona.

Quando si utilizza la tecnica FUSS, prima di lasciare la clinica il chirurgo consiglia al paziente una serie di accorgimenti, ad esempio quello di proteggere la zona innestata con un cappello o una bandana. Con la tecnica FUE, invece, tale protezione non è necessaria e si può andare a capo scoperto.

L’intero cuoio capelluto è estremamente vascolarizzato: sono numerose le vene che irrorano l’area. Grazie a questo, la pelle comincia immediatamente a nutrire il follicolo, stimolando un recupero e un adattamento rapido. Dal momento stesso in cui il capello viene innestato comincia il processo di adattamento del follicolo alla sua nuova ubicazione. Dopo il trapianto, con il passare delle ore, si forma una crosta sul cuoio capelluto che cade, in genere, nel giro di una settimana.

È assolutamente normale che il capello trapiantato cada in un primo momento: è la conseguenza del procedimento di estrazione e reimpianto successivo. È anche possibile che cadano molti capelli nell’area immediatamente circostante. Tuttavia, dopo circa tre mesi, tutti i capelli caduti ricominciano a crescere normalmente. La crescita consiste in genere di un centimetro al mese, quindi a distanza di 10-12 mesi dal trapianto si può apprezzare il risultato definitivo.

Una volta terminato il periodo di recupero, il capello innestato continuerà sempre il suo processo di crescita, senza alcun bisogno di cure addizionali o speciali attenzioni. Si potranno utilizzare tutti i comuni prodotti per l’igiene: shampoo, sapone, balsamo, etc.

Non avrete più l’ansia di pettinarvi e vedere i capelli nel pettine, fare la doccia e trovarli nell’asciugamano. La calvizie o l’alopecia sulla fronte o sulla corona non si riproporrà più.

I capelli innestati sono permanenti o con il tempo possono cadere?

I capelli trapiantati provengono da zone del capo non soggette all’azione del DHT o diidrotestosterone, ormone responsabile della caduta dei capelli. Avranno quindi una vita molto più lunga, quasi permanente. Ciò nonostante cadono e rinascono seguendo le fasi del ciclo follicolare che ogni capello possiede. Gli innesti provengono dalla zona occipitale e laterale e sono geneticamente programmati per permanere sulla testa a vita.

L’innesto o trapianto di capelli permette una redistribuzione dei follicoli piliferi, mediante l’inserimento delle unità follicolari necessarie, che contengono da uno a quattro capelli. Gli innesti si ricavano dall’area posteriore e/o laterale della testa (quella che viene chiamata zona donatrice) e dopo essere stati preparati minuziosamente vengono ricollocati nell’area alopecica, denominata zona ricevente.

Gli innesti che provengono dalle zone donatrici della testa sono geneticamente programmati per una crescita a vita, poiché possiedono recettori ormonali che non vengono modificati dall’iperattività enzimatica. Per questo motivo, una volta innestati nelle zone riceventi, non cadono e continuano a seguire il loro consueto ciclo vitale e hanno un aspetto completamente naturale.

Gli specialisti considerano i capelli trapiantati come capelli definitivi, a vita. Ciò nonostante è pur vero che gli innesti, alla pari dei capelli non trapiantati, seguono l’uomo nel suo normale percorso di invecchiamento; alcuni capelli possono cadere con il passare degli anni, anche se il paziente non sarà soggetto allo stesso grado di calvizie presente prima dell’intervento. Con l’invecchiamento cadrà solo una piccola percentuale di capelli trapiantati, ma in modo del tutto ragionevole.

Qualche dato sui capelli

La funzione più importante dei capelli è da sempre l’aspetto estetico e l’immagine personale. Capelli belli, ben pettinati, in ordine, sono un punto di forza nelle relazioni personali e nella vita lavorativa di una persona. Rafforzano l’autostima e aiutano a sentirci bene con noi stessi.

Attualmente la loro funzione protettiva del cuoio capelluto contro i danni fisici, il freddo d’inverno e l’esposizione ai raggi solari d’estate ha perso parte della sua importanza; la stessa funzione può essere svolta dalla crema solare o dal cappello..

Si stima che sul corpo umano siano presenti diversi milioni di follicoli piliferi, di cui dai 90.000 ai 150.000 distribuiti sul cuoio capelluto, se non ci sono problemi di perdita dei capelli. Il numero di follicoli piliferi presenti sulla testa è correlato al tipo e al colore dei capelli: il maggior numero di follicoli piliferi sono presenti nelle teste bionde, un po’ meno in quelle brune, mentre le persone con i capelli rossi hanno il minor numero di follicoli piliferi.

Ciclo vitale o fasi della crescita dei capelli

La crescita dei capelli segue uno schema prestabilito e di carattere ciclico, con una media di mezzo centimetro al mese. Le fasi del ciclo vitale del capello sono le seguenti:

  • Anagen o fase di crescita: dura dai due agli otto anni.
  • Catagen o fase di transizione o degenerativa: dalle due alle quattro settimane.
  • Telogen o fase di riposo: dai due ai quattro mesi.

Durante la fase catagen, il follicolo è molto debole; nella fase telogen si riposa prima di dare inizio alla fase anagen, ovvero la crescita di un nuovo capello che avanza progressivamente e spinge via il fusto del precedente capello morto. I tre cicli avvengono sulla testa contemporaneamente poiché ogni follicolo segue il proprio ciclo e non è detto che sia sincronizzato con il ciclo degli altri capelli. Ogni giorno cadono dai cinquanta ai cento capelli, come conseguenza del ciclo naturale di crescita. Una cifra intorno al dieci per cento dei follicoli piliferi è la percentuale di capelli in fase telogen, sempre che il cuoio capelluto sia sano e non soggetto a condizioni che ne provochino la caduta.

Quali sono i fattori chiave nella crescita dei capelli?

Sono diversi i fattori che incidono direttamente sulla crescita e sulla caduta dei capelli. I più importanti sono:

  • Gli ormoni: hanno un ruolo chiave nella crescita e nella caduta dei capelli, soprattutto il testosterone e il suo metabolita DHT (diidrotestosterone).
  • Testosterone: ha un ruolo cruciale nella crescita della barba, dei peli ascellari e pubici.
  • DHT: numerosi studi hanno messo in relazione la caduta dei capelli con la presenza del metabolita DHT, tanto negli uomini quanto nelle donne.
  • I geni: sono un altro aspetto fondamentale nella caduta dei capelli, soprattutto nella cosiddetta alopecia androgenetica (AGA). Alopecia è il termine medico che indica la perdita dei capelli; la androgenetica è il tipo di alopecia più frequente all’interno dei gruppi familiari. Si tratta di una condizione patologica ereditaria legata a uno o più geni. Nel manifestarsi della AGA sono anche coinvolti il testosterone, il metabolita DHT e altri fattori genetici.

Tali geni ereditari sono responsabili della perdita delle unità follicolari, dal momento che le rendono estremamente sensibili all’azione del DHT; questa sensibilità eccessiva fa sì che i follicoli piliferi smettano di generare i capelli oppure li porta a produrre una fine peluria o capelli troppo sottili. Non è necessariamente la quantità di DHT del paziente a scatenare la AGA, ma la presenza del gene collegato alla caduta dei capelli. Avere un padre o uno zio affetto da alopecia androgenetica aumenta le probabilità di soffrirne, anche se non è detto che si manifesti sempre.

Altri articoli che possono interessarti: