BonoMedico ItaliaAnestesia e trapianto di capelli

Anestesia e trapianto di capelli

Anestesia e trapianto di capelli

Il trapianto di capelli consiste nella redistribuzione sistematica ed estetica dei follicoli piliferi, attraverso l’inserimento di piccoli innesti di cuoio capelluto che contengono le cosiddette unità follicolari. È attualmente l’unico procedimento in grado di offrire veri risultati contro la calvizie. Detto questo, occorre ricordare che il trapianto di capelli è un’operazione chirurgica, ciò significa che il paziente va incontro ad un intervento, anche se minimamente invasivo, ambulatoriale e indolore. Una delle domande comuni di chi valuta l’alternativa del trapianto di capelli riguarda il tipo di anestesia utilizzata durante l’intervento di trapianto di capelli.

Da questo punto di vista, occorre sottolineare che tanto la tecnica FUE quanto la FUSS, (le due tecniche comunemente usate per estrarre le unità follicolari dalla zona più densamente popolata come la nuca, per poi trapiantarle nell’area alopecica), si realizzano in anestesia locale. Trattandosi di un intervento minimamente invasivo non è necessario che il paziente sia totalmente incosciente; l’anestesia totale non è pertanto necessaria.

Che tipo di anestesia si utilizza nel microtrapianto?

In alcuni casi, se il chirurgo lo ritiene opportuno, viene somministrata in via addizionale una lieve sedazione, per indurre nel paziente un rilassamento completo e l’assenza di ansia e prevenire qualsiasi tipo di inconveniente.

Nel caso di sedute lunghe o megasessions (si può arrivare addirittura a otto/dodici ore di seduta, a seconda dell’estensione dell’area da rinfoltire), la sedazione aiuta il paziente a entrare in uno stato di sonnolenza vigile e ad avere la sensazione che il tempo trascorra più velocemente; in questo modo il paziente percepirà l’intervento come più breve e ne avrà un ricordo vago.

Durante la seduta il paziente avverte unicamente una sensazione di pressione o di tensione al cuoio capelluto, senza arrivare a sentire dolore o comunque un dolore quasi impercettibile.

Considerato che l’intervento avviene in anestesia locale, ha sempre carattere ambulatoriale. Una volta terminata la seduta e smaltita l’anestesia, il paziente può ritornare a casa, a poche ore dall’intervento e in nessun caso è necessaria una sua permanenza in clinica.

Studio del caso prima del trapianto

Come avviene per qualsiasi altra operazione chirurgica, prima della seduta il medico deve accertarsi che il paziente abbia tutti i requisiti necessari e che sia in condizioni di salute ottimali per sopportare l’anestesia. Prima di procedere con il microtrapianto è previsto un colloquio con l’anestesista che, valutando la cartella clinica e l’elettrocardiogramma del paziente, decide il tipo di anestesia più indicato al caso specifico.

Nel giorno fissato per l’intervento per prima cosa l’equipe infermieristica prepara il paziente; l’anestesista gli somministra un tranquillante blando per ridurre agitazione, nervosismo e senso di fastidio e prevenire qualsiasi effetto indesiderato che possa essere provocato dall’anestesia locale. L’anestesia locale praticata sulle zone donatrici e riceventi serve ad evitare al paziente la percezione di dolore o bruciore e a prevenire la formazione di edema (infiammazione) grave nella fase postoperatoria.

È importante precisare che il paziente può stare tranquillo per quel che riguarda l’anestesia locale; l’anestesista, infatti, sarà presente per tutta la durata della seduta per verificare che l’anestesia abbia fatto effetto, vale a dire che il paziente non percepisca il minimo dolore e che si senta bene. Quindi, nell’eventualità che venga percepita una sensazione di eccessivo dolore, si potrà rafforzare l’anestesia.

Dopo il trapianto di capelli

La fase postoperatoria nel trapianto di capelli è abbastanza semplice, quasi priva di complicanze. Come già spiegato nei paragrafi precedenti, una volta terminato l’intervento il paziente dovrà rimanere qualche ora in clinica per riposarsi e smaltire gli effetti dell’anestesia locale e del sedativo. Trascorso il tempo consigliato può fare ritorno a casa. Nei giorni successivi è consigliabile stare a riposo fintanto che la ferita non sia avviata alla guarigione; sono soprattutto da evitare le attività che possono casare infiammazione e/o sanguinamento dell’area su cui si è intervenuti.

D’altra parte, occorre tenere in considerazione la possibilità di effetti collaterali successivi al microtrapianto, residui dell’anestesia locale o dell’intervento stesso; intervento che, per quanto poco invasivo e ambulatoriale, è pur sempre un’operazione chirurgica non esente da rischi.

Gli effetti collaterali più comuni sono edema del volto, lieve gonfiore della fronte o della zona tra le sopracciglia; si verificano all’incirca nel 5% dei casi, tipicamente come conseguenza dell’anestesia locale. In genere scompaiono da soli nel giro di 48 ore, senza bisogno di applicare nessun tipo di farmaco e senza altre conseguenze per il paziente. In questo caso, per aiutare a ridurre il gonfiore, può essere utile tamponare localmente con ghiaccio oppure massaggiare, procedendo dalla zona gonfia verso i bordi.

È frequente, inoltre, una perdita temporanea di sensibilità nella zona della cicatrice, effetto che scompare naturalmente dopo tre o quattro settimane, secondo quanto affermano gli specialisti. In quanto all’impatto visivo o estetico della cicatrice residua, una preoccupazione espressa da molti pazienti durante la visita preliminare, occorre ricordare che solo la tecnica FUSS o della strip (in cui si preleva una striscia sottile di pelle dall’area donatrice) lascia una cicatrice, perché richiede punti di sutura. Questo, invece, non si verifica con la tecnica FUE.

Ciò nonostante, anche con la FUSS, il segno che resta dopo aver tolto i punti sarà piccolo e invisibile ad occhio nudo, sempre che i capelli abbiano una lunghezza minima di 5 mm. Ad ogni modo, il medico vi fornirà tutti i consigli necessari per ottenere un processo di cicatrizzazione ottimale.

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