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Trapianto di capelli a Roma


Commento
Pubblicato in Trapianto di capelli

Il trapianto di capelli a Roma è una tecnica chirurgica che permette di risolvere in modo definitivo il problema dell’alopecia. È uno degli interventi estetici più richiesti negli ultimi anni, soprattutto dagli uomini. Più del 40% dei maschi adulti, infatti, soffre di alopecia (contro il 15% delle donne).

In questo senso, va sottolineato che il trapianto di capelli offre migliori risultati agli uomini più che alle donne poiché nel caso degli uomini, la calvizie si concentra in aree specifiche (in genere le due attaccature sulla fronte e la zona del crown o chierica), mentre l’alopecia femminile è più diffusa.

Questo non significa che una donna non possa ricorrere a un trapianto di capelli, ma semplicemente, che le pazienti devono possedere una serie di requisiti affinché il trapianto abbia un buon successo.

Il trapianto di capelli

Genetica, stress, cattiva alimentazione: le cause della caduta dei capelli sono molte e di varia natura. Indipendentemente dai motivi che ne sono all’origine, il fatto certo è che l’alopecia è un problema che genera bassa autostima e insicurezza.

L’alopecia può colpire sia gli uomini che le donne, anche se è molto più frequente tra i primi. Gli uomini sono, di solito, anche i migliori candidati per un intervento di trapianto di capelli a Roma; lo schema di caduta dei capelli maschile, infatti, rende più facile individuare le zone donatrici e riceventi per l’innesto; mentre sono meno numerose le donne adatte a questo tipo di intervento.

Sebbene il trapianto di capelli a Roma sia, ad oggi, l’unica soluzione definitiva all’alopecia, c’è ancora chi pensa che i rischi legati all’intervento siano alti o che la chirurgia possa essere dolorosa. Molti temono, inoltre, che il risultato finale possa essere innaturale.

    Il trapianto di capelli a Roma è una tecnica chirurgica che permette di risolvere in modo definitivo il problema dell’alopecia.

    A questi dubbi possiamo obiettare che negli ultimi anni le tecniche di innesto sono migliorate moltissimo e che i metodi attuali offrono risultati eccellenti.

    Trapianto di capelli a Roma con la tecnica FUE

    Tra le diverse tecniche di trapianto di capelli a Roma, il metodo FUE è considerato dagli esperti come il procedimento più avanzato e preciso.

    In poche parole, la tecnica FUE consiste nell’estrarre i follicoli piliferi dalle aree donatrici (dove i capelli non sono caduti) mediante una serie di microincisioni del cuoio capelluto – incisioni che non lasciano cicatrici – per poi innestarli nelle aree diradate (dove è presente la calvizie).

    I follicoli piliferi vengono solitamente ricavati dalla nuca o dalle aree laterali della testa (in realtà sarebbe possibile estrarli anche da altre parti del corpo), perché in queste zone i capelli sono geneticamente programmati per restare tutta la vita e non sono interessati dall’alopecia. Un aspetto importante di questa tecnica è assicurarsi che venga trapiantato un numero sufficiente di unità follicolari.

    La chirurgia dei capelli richiede soprattutto un forte senso estetico da parte dello specialista; la scelta del chirurgo è perciò essenziale se volete che il risultato finale sia del tutto naturale. Oltre al chirurgo, fanno parte dell’equipe chirurgica anche tre o più assistenti.

    La buona riuscita di un trapianto di capelli a Roma dipende, in buona parte, dall’esperienza del chirurgo che presiede all’intervento e dalla sua abilità nel distribuire in modo estetico i follicoli piliferi nelle aree riceventi.

    Per un trapianto adeguato delle unità follicolari, specialista e paziente si accordano sulla distribuzione più armoniosa. In questo modo, il risultato dell’innesto dei capelli sarà molto naturale.

    Tra i numerosi vantaggi della tecnica FUE (Follicular Unit Extraction), spicca l’assenza di cicatrici residue nella zona donatrice, perché i follicoli vengono estratti ad uno a uno con l’aiuto di uno strumento dotato di precisione millimetrica il cui passaggio non comporta suture. Uno degli inconvenienti, invece, è la necessità di radere la testa.

    Tra le diverse tecniche di trapianto di capelli a Roma, il metodo FUE è considerato dagli esperti come il procedimento più avanzato e preciso.

    Prima di procedere all’intervento, lo specialista rade l’area donatrice, isola i capelli che vuole estrarre e con uno strumento di precisione esegue una microincisione intorno al follicolo. Successivamente, con l’aiuto di una pinzetta, estrae le unità follicolari che verranno collocate nella parte ricevente. Per far questo, lo specialista deve eseguire centinaia di incisioni, molto piccole, dove verranno inserite le unità follicolari.

    Il periodo postoperatorio è meno complicato e più veloce rispetto ad altre tecniche.

    Quante unità follicolari sono necessarie in un trapianto di capelli a Roma?

    È una delle domande più comuni. Chi decide di sottoporsi a un trapianto di capelli a Roma ha spesso molti dubbi: uno di questi è quale sia il numero di unità follicolari necessario per ottenere un buon risultato.

    Se state pensando di sottoporvi a questo tipo di trattamento, la prima cosa da fare è far valutare il vostro caso specifico da uno specialista. Il chirurgo plastico individuerà le aree che richiedono il trapianto e la loro l’estensione. In base a questi elementi decide il numero di unità follicolari necessarie e da quale punto ricavarle.

    Di conseguenza, la prima cosa che il medico deve valutare, nel corso della prima visita, è il numero di unità da innestare. Questa decisione può essere condizionata da diversi fattori:

    • Innanzitutto, quanti capelli sono caduti nell’area ricevente.
    • Le probabilità di successo dell’intervento, tenendo conto di altri fattori che descriveremo nel dettaglio in questo articolo.
    • La densità del cuoio capelluto, cioè se il paziente ha molti o pochi capelli. È un elemento di grande importanza quando si fa una valutazione.
    • Il numero di capelli per unità follicolari, se alto o basso.
    • Struttura e caratteristiche dei capelli: se sono sottili, spessi, lisci, crespi, ricci; se il cuoio capelluto è secco, grasso o normale.
    • Quanti capelli ci sono nella zona donatrice. Se sono radi, il medico deve certamente tenerne conto.
    • L’analisi del capello rende possibile determinare l’evoluzione futura della caduta dei capelli, se sarà abbondante o scarsa. Questo è un altro fattore essenziale alla buona riuscita del trattamento.

    Una volta che lo specialista abbia valutato questi fattori -e altri che riterrà opportuno-, procede, in accordo con il paziente, al passo successivo.

    La zona da rinfoltire o zona ricevente

    Indichiamo qui di seguito, in modo orientativo, una stima delle unità follicolari necessarie in base alla zona da rinfoltire; precisiamo, però, che si tratta di un calcolo approssimativo perché la decisione finale spetta allo specialista, dopo uno studio del caso specifico.

    • Attaccature sulla fronte o stempiature, mille unità follicolari.
    • Se le stempiature sono più ampie e raggiungono quasi la zona del crown, il chirurgo può utilizzare circa millecinquecento unità follicolari.
    • Se la caduta dei capelli interessa solo la zona frontale, possono essere necessarie da 300 a 500 unità follicolari.
    • La zona frontale più una percentuale minima di stempiature, da millecinquecento unità follicolari a duemila.
    • Zona del crown o chierica, ma poco estesa, mille unità follicolari.
    • Zona del crown grande, più evidente della precedente, duemila unità follicolari.

    Nel caso dell’alopecia femminile la quantità di unità necessarie è variabile. In genere le donne perdono i capelli nella corona o zona del crown; un diradamento dei capelli sulla fronte o sulle tempie è poco comune, per quanto possibile.

    Nell’area della corona si identificano tre fasi di alopecia: la prima, quando la perdita di capelli è minima; la seconda, in cui i capelli sono presenti ma sono scarsi; la terza, con calvizie totale. In base a questa classificazione, indichiamo un calcolo approssimativo delle unità follicolari necessarie al rinfoltimento:

    • Alopecia 1: 2000 unità follicolari.
    • Alopecia 2: 3500 unità follicolari.
    • Alopecia 3: 4000 unità follicolari.

    Come si determina il numero di unità follicolari necessarie?

    Per determinare il numero di unità follicolari necessarie, occorre dividere la testa in due sezioni: frontale – a sua volta suddivisa in linea frontale e area centrale – e posteriore.

    Le unità follicolari si misurano per centimetro quadrato; la densità è un fattore che varia da persona a persona. Mediamente il cuoio capelluto contiene da 80 a 100 unità follicolari per centimetro quadrato.

    Come accennato in precedenza, ogni caso è diverso, ma queste cifre servono a dare un’idea approssimativa del numero di unità richieste. Facciamo un esempio: per coprire un’area di 50 centimetri quadrati (ogni cmq con un densità di 50 unità follicolari) otteniamo un totale di 2500 unità follicolari. Considerate, infatti, che la maggior parte dei pazienti è soddisfatta con una copertura a densità del 50 percento).

    Da dove si estraggono le unità follicolari?

    Questa è un’altra domanda molto frequente. Innanzitutto dobbiamo chiarire la differenza tra capello e unità follicolare.

    • Unità follicolare: detto in parole semplici, i capelli crescono a piccoli gruppi che prendono il nome di unità follicolari. Ogni unità follicolare comprende dai due ai quattro capelli ed è precisamente questa unità che viene estratta dal chirurgo. Si tratta di un elemento complesso e affascinante, in quanto dotato di ghiandole sebacee, piccoli muscoli che permettono al capello di mantenersi eretto e, inoltre, nervi che rendono la zona molto sensibile.
    • Capello: è il singolo filamento di cui si compone un’unità follicolare, il gruppo che abbiamo appena descritto.

    Le unità follicolari vengono estratte dal paziente stesso, prelevate dalle aree che in pratica non hanno perso i capelli e che di solito sono situate sulla parte posteriore della testa e sui lati. Queste sono dunque le zone che forniscono i follicoli da trapiantare.

    Va notato che quando la perdita di capelli è molto avanzata, l’area donatrice è più ridotta. La disponibilità di unità follicolari è pertanto minima, fattore che naturalmente può influire sul risultato finale.

    Cresceranno i follicoli trapiantati?

    Prima di sottoporvi a un trapianto di capelli a Roma, vi consigliamo di chiarire ogni vostro dubbio con il medico. Ad esempio, è normale domandarsi se trasportando un follicolo dalla parte posteriore della testa alla fronte, questo possa crescere o meno.

    È noto a tutti che i capelli che crescono sulla parte posteriore della testa difficilmente cadono. Le ricerche hanno infatti dimostrato che questi capelli continuano a crescere per tutta la vita. Pertanto, quando il chirurgo estrae delle unità follicolari da questa zona per portarle alla fronte, esse continueranno a crescere in modo normale perché sono geneticamente programmate per farlo. Quindi, su questo punto potete stare tranquilli.

    Un altro dubbio riguarda la velocità di crescita dei capelli innestati: alcuni pazienti, dopo il trapianto si disperano e vanno continuamente dal medico. In realtà, occorre aspettare dai tre ai sei mesi prima che i nuovi capelli comincino a crescere.

    Prima di sottoporvi a un trapianto di capelli a Roma, vi consigliamo di chiarire ogni vostro dubbio con il medico.

    Sì, può sembrare molto tempo, ma l’attesa viene premiata. Trascorso questo periodo, infatti, i capelli cominciano a crescere, in media un centimetro al mese. Anche questa fase richiede pazienza: inizialmente i capelli appaiono delicati e molto sottili, ma con il passare del tempo acquistano una consistenza diversa, più forte e spessa.

    Tipi di alopecia

    L’alopecia androgenetica, nota anche come calvizie comune, comporta la perdita precoce e anormale dei capelli. Può comparire in qualsiasi momento della vita dopo la pubertà e la sua incidenza aumenta con l’avanzare degli anni.

    L’alopecia androgenetica è la causa principale di perdita dei capelli. Più concretamente, è responsabile circa del 95% dei casi; i maschi adulti ne sono più interessati, ma esiste anche un’alopecia androgenetica femminile.

    Il 40% degli uomini tra i 18 e i 39 anni soffre di alopecia androgenetica e dopo i 70 anni la percentuale sale al 95%. È un fenomeno comune, si potrebbe quasi considerare un normale processo fisiologico.

    Le alopecie non cicatriziali sono molto comuni e possono essere migliorate o curate attraverso determinati trattamenti. Alcuni tipi di alopecia possono anche essere reversibili, senza necessità di ricorrere ad alcun trattamento. Nelle alopecie non cicatriziali il follicolo pilifero ha un comportamento patologico, ma continua a vivere, a meno che l’alopecia non sia presente da molto tempo.

    Le alopecie cicatriziali possono essere irreversibili, a meno che non vengano trattate in modo adeguato; uno di questi è il trapianto di capelli a Roma.

    Alopecie cicatriziali

    Le alopecie cicatriziali possono essere classificate nei seguenti gruppi:

    • Alopecie infettive, conseguenti a un’infezione di varia natura: da fungo (kerion, candidosi, favus); da batteri (sifilide, lebbra, acne necrotica); da virus (herpes, varicella) e protozoi (Leishmaniosi).
    • Alopecie provocate da agenti fisico-chimici, come le sostanze caustiche che danneggiano i tessuti per contatto. L’alopecia dovuta a agenti fisico-chimici può anche essere il risultato di un trauma meccanico, un’ustione o una radiodermite da raggi X. Bisogna tenere presente che i follicoli piliferi sono sensibili alle radiazioni.
    • Alopecie tumorali: le cause sono i tumori cutanei e le metastasi. Anche i cosiddetti mastociti, gli epiteliomi basocellulari o spinocellulari, i linfomi e i tumori annessiali.
    • Alopecie da dermatosi o sindrome di Graham-Little.
    • Alopecie dovuta a malattie ereditarie, come la porocheratosi di Mibelli (una malattia della pelle); nevo epidermico (un’anomalia nello sviluppo dell’epidermide); malattia di Darier, ittiosi e aplasia cutanea.
    • Alopecie da altre condizioni cliniche come la dermatosi pustolosa erosiva (una rara malattia della pelle di origine sconosciuta e che colpisce il cuoio capelluto), la follicolite decalvante, l’alopecia parvimaculata e la pseudopelade di Brocq.

    Le alopecie cicatriziali possono anche essere irreversibili poiché è presente un danno, una malformazione o rottura totale della struttura follicolare. In genere, nessun trattamento o farmaco è in grado di riattivare i follicoli che hanno smesso di essere attivi. Per le zone non danneggiate, si può invece ricorrere a un trapianto di capelli a Roma.

    Come diagnosticare l’alopecia cicatriziale?

    Per poter contrastare una caduta anormale dei capelli, è importante diagnosticare l’alopecia in modo tempestivo. A tal fine è indispensabile realizzare una biopsia del cuoio capelluto.

    La lettura dei risultati della biopsia permette, teoricamente, di verificare il tipo e l’intensità dell’infiammazione, nonché la sua ubicazione; è anche utile per ottenere informazioni su altri cambiamenti del cuoio capelluto.

    Alcuni sintomi caratteristici possono aiutare a diagnosticare l’alopecia. Sintomi come prurito, bruciore, dolore o maggiore sensibilità possono spesso fornire un’indicazione sulla causa della caduta. Altre volte si tratta di arrossamento, desquamazione o comparsa di pustole. Può capitare, infine, che non siano presenti sintomi o segni evidenti: in questo caso soltanto con una biopsia del cuoio capelluto si può risalire alla causa precisa.

    Trattamento dell’alopecia cicatriziale

    Sono molti i trattamenti che aiutano a combattere le alopecie. Ogni tipo di alopecia richiede un approccio diverso, in funzione del caso e della persona. In ogni caso, è sempre meglio sceglierlo dopo essersi consultati con un dermatologo.

    È possibile che il capello riprenda a crescere?

    Una volta che il follicolo è distrutto, non è più possibile che il capello torni a crescere. Si può, invece, intervenire sull’infiammazione che provoca l’alopecia, prima che i follicoli si danneggino.

    Per questo è importante incominciare la terapia prima possibile, per tenere sotto controllo l’avanzare dell’infiammazione.

    Alopecia androgenetica

    Solitamente la calvizie è legata ad un aumento di influenza degli ormoni maschili – o androgeni – su determinate aree del cuoio capelluto geneticamente predisposte a subirla. Ciò provoca un deficit progressivo nell’attività del follicolo pilifero, che si traduce in una diminuzione delle dimensioni, fino alla scomparsa totale del bulbo pilifero e la perdita dei capelli.

    L’area più sensibile all’attività degli androgeni è la mediana, cioè la zona sopra la fronte e la corona della testa nel caso degli uomini, e la parte superiore e centrale della testa nel caso delle donne.

    L’alopecia androgenetica tende ad essere trasmessa per via ereditaria da padre a figlio con intensità variabile. Il diidrotestosterone o DHT svolge un ruolo importante nello sviluppo dell’alopecia androgenetica.

    Che cos’è il diidrotestosterone o DHT?

    È l’ormone che notoriamente causa la caduta dei capelli. Il DHT viene prodotto in modo naturale dalle donne e dagli uomini: in entrambi i sessi è presente il testosterone, sebbene in proporzioni molto diverse.

    Il DHT provoca una riduzione della fase di crescita nel ciclo del capello; il risultato è che i capelli si restringono e nel tempo diventano più sottili, più corti e privi di colore; la chioma diventa via via meno folta.

    L’azione di questo ormone trasforma i capelli lunghi, spessi e pigmentati in capelli più sottili e chiari. Nell’alopecia androgenetica possono contribuire alla caduta dei capelli anche le situazioni di stress intenso. L’età in cui ha inizio il processo è altrettanto importante: di solito più tardi comincia, meno grave sono gli effetti.

    Alopecia androgenetica di tipo maschile

    L’alopecia androgenetica maschile ha origine e cause in fattori genetici, biologici ed ereditari.

    In quanto fattore ereditario, l’uomo può riceverlo sia dal padre che dalla madre, ed è comune che i primi sintomi inizino a comparire in tenera età, per poi aggravarsi dopo la pubertà.

    Non è detto che la calvizie venga necessariamente ereditata; in alcuni pazienti, inoltre, l’alopecia androgenetica maschile impiega molto più tempo a manifestarsi. È vero però che alcune persone cominciano a intravedere i primi segni in età molto giovane.

    Parliamo di calvizie quando cadono più di 100 capelli al giorno ed esiste una netta differenza tra il numero di capelli che cadono e quelli che rinascono. Il limite tra la caduta naturale e una caduta che richiede un trattamento è variabile: una perdita di capelli molto intensa può anche passare inosservata, purché i capelli siano costantemente rigenerati. Al contrario, una perdita di capelli più lieve può richiedere un trattamento se i capelli non rinascono.

    L’alopecia androgenetica maschile ha origine e cause in fattori genetici, biologici ed ereditari.

    La scelta migliore è cercare una soluzione al problema su misura, prima che il capello si atrofizzi.

    Calvizie di tipo femminile

    Ciascun capello è ubicato in una cavità della pelle chiamata follicolo pilifero. Di solito la calvizie si verifica quando i follicoli si riducono e cominciano a generare capelli più corti e sottili. Ad un certo punto, il follicolo smette di produrre nuovi capelli. Il follicolo, tuttavia resta vivo, con la possibilità di dare ancora vita a un nuovo capello.

    Le cause della calvizie femminile non sono ancora ben note, tuttavia, possono essere collegate all’invecchiamento, a un cambiamento nei livelli degli androgeni (ad esempio, una volta raggiunta la menopausa, molte donne notano che i capelli sono più sottili, al contrario della peluria del viso che diventa più spessa) oppure a casi precedenti in famiglia di calvizie maschile o femminile.

    I sintomi della calvizie femminile si riassumono in un assottigliamento dei capelli, principalmente sulla parte superiore del cuoio capelluto.

    La caduta dei capelli nelle donne raramente evolve fino alla calvizie totale o quasi totale, come accade negli uomini. Di solito non si osservano ulcere cutanee né prurito del cuoio capelluto.

    Come prendersi cura dei capelli?: L’igiene è un fattore essenziale per mantenere una chioma sana e libera dalle malattie. Occorre prestare molta attenzione alla scelta dei prodotti per la cura dei capelli.

    Il dermatologo vi potrà consigliare i prodotti più adatti a diminuire i sintomi dell’alopecia.

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