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Prendere il sole dopo un operazione di aumento del seno


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

Esistono una serie di raccomandazioni o consigli da seguire dopo la chirurgia di aumento del seno, tra le quali come e quando prendere il sole dopo l’intervento di aumento del seno. Sfoggiare una nuova figura dopo un’operazione di aumento del seno è qualcosa di immediato, dato che questo intervento è una delle operazioni che hanno un rapido recupero e con la quale il risultato definitivo viene raggiunto prima. Solitamente prima dei tre mesi, una volta che le protesi si siano adeguate totalmente al seno. Durante il primo mese, i chirurghi raccomandano l’utilizzo di un reggiseno normale, o anche il non utilizzo, salvo per fare sport, dato che per le attività sportive si raccomanda l’utilizzo di un reggiseno sportivo.

prendere il sole dopo aumento del seno

Come e quando prendere il sole dopo un aumento del seno dipenderà dell’esperienza di ogni chirurgo e dalla pelle della paziente

Sfoggiare una nuova figura al mare produce una grande soddisfazione a tutte le pazienti, con nuove taglie del bikini che fanno mostra in maniera migliore. Ma non esistono molti studi sull’effetto del sole e dei raggi solari sulle cicatrici dell’intervento di aumento del seno e, in concreto, durante il processo di cicatrizzazione, così la risposta alla domanda su come e quando prendere il sole dopo un aumento del seno dipenderà dell’esperienza di ogni chirurgo e dalla pelle della paziente. Molti chirurghi raccomandano di non prendere il sole senza la parte superiore del bikini almeno per un anno ed applicare molta protezione solare anche con il bikini o costume indosso, dato che i raggi del sole possono attraversare la tela, soprattutto se è di tessuto chiaro.  Questi chirurghi pensano che prendere il sole con impianti o protesi mammarie può aggravare la pigmentazione della cicatrice, per cui risultano più visibili.

Molti chirurghi raccomandano di non prendere il sole senza la parte superiore del bikini almeno per un anno ed applicare molta protezione solare anche con il bikini o costume indosso.

Altri chirurghi riducono questo periodo di tempo a circa tre mesi, dipendendo dal tipo di pelle di ogni paziente. In ogni caso, il dibattito si elimina se l’intervento si realizza dopo l’estate e trascorrono più di sei mesi fino all’esposizione al sole, periodo che la maggior parte dei chirurgi considera più che sufficiente. Può consultare i chirurghi di BonoMedico sulle precauzioni più importanti da seguire nel suo caso specifico, che dipenderanno dal tipo di pelle di ogni paziente. Sono chirurghi con anni di esperienza ed una totale sicurezza, centinaia di pazienti soddisfatte sono la loro migliore garanzia.

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Prendere il sole con impianti o protesi mammarie può aggravare la pigmentazione della cicatrice

Anche se le creme o schermi solari riducono in larga misura gli effetti nocivi dei raggi solari, la loro efficacia dipende sempre da diversi fattori quali il tipo di pelle della paziente, la quantità di crema applicata e la sua frequenza, il fattore di protezione, la capacità di assorbimento della pelle, l’attività sviluppata sotto il sole ed il tempo di esposizione. Gli esperti sono d’accordo sul fatto che un’applicazione di due grammi per centimetro quadrato applicati 15 o 20 minuti prima di prendere il sole con l’impianto o la protesi del seno aumenta l’efficacia della crema solare, applicazione che si deve ripetere ogni trenta minuti di esposizione al sole.

Affermano anche che quasi nessuno o poca gente rispetti queste raccomandazioni, quindi consigliano di utilizzare creme solari con protezione totale di fattore 50 così come cappelli e ombrelloni da spiaggia per ridurre l’esposizione al sole, anche durante le giornate nuvolose. Non bisogna dimenticare in nessun momento che i raggi solari scuriscono le macchie delle cicatrici, per le quali risulta imprescindibile una protezione adeguata.

    Un’applicazione di due grammi per centimetro quadrato applicati 15 o 20 minuti prima di prendere il sole con l’impianto o la protesi del seno aumenta l’efficacia della crema solare.

    Oltre alle precauzioni da seguire nel prendere il sole dopo l’aumento del seno, esistono una serie di consigli basilari che aiutano il processo di cicatrizzazione come eliminare il tabacco, dato che il suo consumo contrae i vasi sanguigni riducendo il flusso di sangue e pertanto l’ingresso di ossigeno necessario per la corretta cicatrizzazione. Non esistono raccomandazioni speciali quanto alla dieta, se non incrementare il consumo di vitamine C e D. Molti specialisti raccomandano l’uso di olio di rosa di mosqueta, che favorisce la cicatrizzazione per il suo contenuto di acido Omega 3 e 6, antiossidante e vitamine.

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    Non bisogna dimenticare che i raggi solari scuriscono le macchie delle cicatrici

    È importante conoscere il processo di cicatrizzazione per capire l’importanza di queste cure nel periodo raccomandato dal chirurgo. Nell’operazione di aumento del seno risulta imprescindibile realizzare un piccolo taglio o incisione attraverso la quale si introduce la protesi e che finirà formando una piccola cicatrice. Questa cicatrice risulterà quasi invisibile sia per la sua collocazione – nell’areola del capezzolo, che è una zona con un cambio di tono e consistenza della pelle molto importante che aiuta a nasconderla o nella parte inferiore del seno -, sia per l’esperienza e abilità del chirurgo in questo tipo di tagli o incisioni. Ciò nonostante, si deve seguire una serie di consigli basilari per riuscire ad avere una corretta cicatrizzazione che comincia subito dopo l’intervento per recuperare o generare il danno causato con il taglio nei tessuti e nella pelle.

    La prudenza prima di prendere il sole con un impianto al seno è una raccomandazione basilare di tutti i chirurghi plastici per riuscire ad avere un miglior risultato estetico in ogni paziente.

    Questo processo ha un periodo biologico di recupero per riuscire ad ottenere un recupero estetico ed il corretto funzionamento del tessuto danneggiato. In questo tipo di interventi l’obiettivo fondamentale, oltre al recupero funzionale dei tessuti danneggiati, è che il risultato estetico risulti impeccabile.

    Fasi del recupero dei tessuti e della loro cicatrizzacione

    1. prendere il sole dopo aumento del seno

      Ogni paziente è diversa ed il suo organismo reagisce in forma diversa di fronte a situazioni identiche

      Dal primo giorno al quarto con una prima fase di infiammazione della zona danneggiata e dI chiusura della ferita. I vasi sanguigni si contraggono in un primo momento per contenere l’emorragia, ed una volta conclusa questa fase, si dilatano per stimolare la migrazione delle cellule. La ferita comincia a pulirsi e solitamente presenta sintomi di calore, pruriti ed anche dolore occasionale.

    2. Dal quinto giorno al quarantesimo comincia il recupero o rigenerazione dei tessuti danneggiati con la formazione dei vasi sanguigni e della nuova pelle.
    3. Trascorsi i quaranta giorni matura la ferita, la cicatrice si ammorbidisce e perde volume, facendo sparire qualsiasi prurito. Il tessuto danneggiato recupera la sua forza di tensione fino all’ottanta per cento, dato che è molto strano che si recuperi al cento per cento.

    Fattori che possono influire direttamente o indirettamente la corretta cicatrizzazione

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    In questo tipo di interventi l’obiettivo fondamentale, oltre al recupero funzionale dei tessuti danneggiati, è che il risultato estetico risulti impeccabile.

    L’esperienza e l’abilità del chirurgo plastico, che presta sempre una speciale attenzione alla scelta della zona più adeguata per la paziente dove effettua un taglio della pelle e dei tessuti. Utilizza per questo dei punti di sutura speciali in ogni intervento, molto fini, i quali uniti all’abilità del chirurgo riescono a ridurre il danno sulla pelle e sui tessuti riuscendo ad ottenere una ferita meno visibile in ogni specifico caso.

    Inoltre, l’evoluzione della cicatrice dipenderà in gran parte dal flusso sanguigno che arriva ai tessuti danneggiati e il nutrimento che questi riescono ad avere, essendo tali aspetti diversi in ogni paziente. Nel caso in cui questo processo fosse troppo lento, esistono diverse medicine che potenziano questo tipo di funzione dell’organismo.

    Esistono anche diverse situazioni che influiscono direttamente o indirettamente in questo processo come l’età della paziente – dato che ad età più elevata, l’organismo ha meno capacità di cicatrizzare -, le malattie avute dalla paziente che possono influire – come il diabete, l’arteriosclerosi, l’iper o ipertiroidismo ecc. – il consumo di tabacco che abbiamo descritto precedentemente; il consumo di alcool e le sessioni di radioterapia e chemioterapia.

    Esiste una serie di rischi e complicazioni in questo intervento che possono ritardare il momento di prendere il sole con un impianto al seno.

    Come in tante altre situazioni, la prudenza prima di prendere il sole con un impianto al seno è una raccomandazione basilare di tutti i chirurghi plastici per riuscire ad avere un miglior risultato estetico in ogni paziente. Non si devono seguire consigli di amicizie che si sono sottoposte ad un aumento del seno e che in poche settimane sono tornate a prendere il sole senza alcuna conseguenza, dato che ogni paziente è diversa ed il suo organismo reagisce in forma diversa di fronte a situazioni identiche. Il recupero di ogni donna è sottoposto a periodi che non sempre coincidono e l’opinione del chirurgo che ha effettuato l’operazione deve prevalere su qualsiasi altra opinione di altre pazienti.

    Rischi che possono ritardare il momento di prendere il sole

    Esiste una serie di rischi e complicazioni in questo intervento che possono ritardare il momento di prendere il sole con un impianto al seno come:

    • Gli ematomi: accumuli di sangue in una parte del seno. Solitamente spariscono in pochi giorni, da soli, senza alcun trattamento, anche se si raccomandano drenaggi al seno per evitare la loro comparsa.
    • Le infezioni con segnali come la febbre ed in alcuni casi l’infiammazione del seno che trovano una soluzione con gli antibiotici. L’infezione di solito si localizza nella zona dove è stata collocata la protesi e, solo in casi molto gravi ed eccezionali, porta ad un ritiro della protesi.
    • I sieromi o accumuli di liquido intorno all’impianto. È una situazione molto normale che viene assorbita dall’organismo in pochi giorni, a volte aiutato da un drenaggio.
    • prendere il sole dopo aumento del seno

      La contrattura capsulare che si produce per un indurimento e contrazione del tessuto che il seno crea per rivestire e isolare l’impianto

      La contrattura capsulare che si produce per un indurimento e contrazione del tessuto che il seno crea per rivestire e isolare l’impianto, che non smette di essere un corpo estraneo e che è un meccanismo normale di adattamento del seno all’impianto. Questo tessuto forma qualcosa di simile ad uno strato o tela che ricopre il seno e la cui consistenza è morbida. Se si arriva a produrre una contrattura capsulare, il dolore è intenso e può portare una deformazione del seno, provocando un aspetto antinaturale. Si verifica in casi molto eccezionali, dato che le nuove tecniche e gli avanzamenti nei nuovi materiali come il silicone hanno ridotto enormemente questi casi. Le contratture possono essere di grado uno quando appena si percepisce ed il seno continua ad essere liscio al tatto e con un aspetto molto naturale. Mano a mano che avanza la durezza e il suo aspetto smette di essere naturale, si può arrivare al quarto grado, con il seno duro e con deformazioni evidenti al tatto e alla vista, facendo comparire dolore o disturbi. Queste contratture erano più frequenti anni fa ma gli attuali modelli di protesi hanno ridotto di molto la loro comparsa.

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