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Rischi, problemi e complicazioni dell’aumento del seno


Commento
Pubblicato in Mastoplastica additiva

L’aumento del seno è un intervento chirurgico senza grandi complicazioni. Comunemente si effettua in regime ambulatorio. Con i progressi tecnologici della medicina, la mastoplastica è diventata un’operazione chirurgica sempre più sicura e più corta.

Rischi durante l’intervento chirurgico di aumento del seno

  • Allergie ai materiali chirurgici: in casi molto, molto eccezionali si presentano allergie al materiale utilizzato durante l’operazione come il materiale di sutura, il nastro adesivo, il materiale cicatrizzante, ecc. Di solito si fanno dei test di tolleranza all’anestesia, se richiesto dal chirurgo.
  • Trombosi: sono stati documentati pochissimi casi di vene situate nel seno con coaguli o trombosi venosa e di solito risolti senza problemi durante l’intervento chirurgico.

Rischi dopo l’intervento chirurgico di aumento del seno

rischi e complicazione aumento del seno

Il rischio di rotture è stato notevolmente ridotto con protesi di ultima generazione realizzate con gel ad alta coesione

  • Manifestazione di ematomi: o accumulo di sangue nelle zone del seno che di solito scompaiono da soli nel corso del tempo, ma in certi casi bisogna fare un drenaggio. E ‘controindicata l’assunzione di aspirina o anticoagulanti per 15 giorni prima dell’intervento chirurgico perché aumentano le possibilità di manifestazione di ematomi.
  • Infezione: si manifestano in alcuni casi dopo qualche giorno dall’intervento con i normali sintomi (febbre e possibile infiammazione). Si risolve con antibiotici nella maggior parte dei casi e molto raramente richiede la rimozione della protesi per eliminare l’infezione. La zona infetta si trova di solito intorno all’impianto e la febbre di solito si manifesta durante la prima settimana.
  • Sieromi: Sono un accumulo di liquido o fluido che si genera attorno alla protesi del seno e di solito scompaiono da soli per essere assorbita dal corpo. In alcuni casi vanno drenati per eliminarli.
  • Cicatrici: Sono molto piccole e quasi invisibili. Raramente possono causare complicazioni di carattere sanitario. La loro cura nei primi giorni è fondamentale per una corretta guarigione e minore visibilità delle cicatrici.
  • Mammografia: L’esistenza di protesi del seno non influisce sui risultati delle mammografie. Occorre tuttavia avvertire lo specialista dell’esistenza dell’impianto per la sua corretta esecuzione. La mammografia comporta anche una compressione del seno e il tecnico deve conoscere l’esistenza degli impianti per evitare il rischio di possibile rottura. Possono essere dolorose nei casi di pazienti con contrattura capsulare.

E ‘controindicata l’assunzione di aspirina o anticoagulanti per 15 giorni prima dell’intervento chirurgico perché aumentano le possibilità di manifestazione di ematomi.

  • Contrattura capsulare: questo tipo di contrattura si verifica perché il tessuto che si crea intorno all’impianto mammario (una specie di capsula), come parte del processo di adattamento del seno alla protesi, si restringe e si indurisce. Questo contrattura può causare notevole dolore e offre un aspetto poco naturale del seno. Il pericolo che si manifesti influenza una percentuale molto ridotta degli impianti grazie agli attuali progressi delle nuove tecniche chirurgiche e i nuovi materiali utilizzati. Ogni volta che viene introdotto nel corpo un elemento estraneo (protesi mammaria o qualsiasi altro tipo), esiste un meccanismo di difesa naturale che è la formazione di una cicatrice, chiamata capsula, intorno all’elemento estraneo. Con essa solo si pretende di isolare questo nuovo corpo ed evitare possibili complicazioni o reazioni. Ma in alcuni casi, e senza averne chiari i motivi, questa capsula si restringe e comprime la protesi, deformandola e causando disagio e anche il dolore.
complicazione e rischi dell'aumento del seno

Le cause che possono causare la contrattura capsulare sono molto diverse

Le cause che possono causare questa contrattura sono molto diverse: apparizioni di sieromi, di ematomi che causano una  infiammazione che può accelerare la contrattura, germi o infezioni. Alcuni studi indicano che esiste un aumento del rischio di questa contrattura quando si usano impianti con superficie liscia e  quelli che sono stati collocati sopra il muscolo nella zona subghiandolare. Altri studi indicano il consumo di tabacco perche fumando  si riduce l’ossigeno nel sangue e un certo ritardo nella guarigione, che può portare a una reazione infiammatoria.

La soluzione a questo problema potrebbe richiedere un ulteriore intervento chirurgico per sostituire la protesi o modificare la sua posizione e il chirurgo rimuove anche la capsula della cicatrice. A seconda della loro gravità sono classificati in quattro classi da 1 a 4. Il grado uno è appena percettibile e il seno rimane morbido e naturale e mano a mano che avanza nella durezza può essere raggiunto il grado 4 in cui il seno appare molto duro e, a volte deformato, accompagnato da dolore e disagi.

L’esistenza di protesi del seno non influisce sui risultati delle mammografie.

  • Impianti rotti o protesi del seno: E’ uno dei principali rischi di aumento del seno, anche se la frequenza è diminuita enormemente  con i grandi progressi compiuti nei materiali che compongono la protesi. La percentuale di rottura delle protesi mammarie di ultima generazione è molto bassa e le aziende che le producono di solito offrono una garanzia di sostituzione e di assistenza, anche finanziaria per la chirurgia nel caso si rompessero nei primi dieci anni. Il seno reagisce dopo l’impianto formando una cicatrice intorno. Questa cicatrice è una sorta di strato il cui tessuto deve essere morbido. In caso di una rottura con l’uscita o la fuga di silicone, questo silicone può rimanere all’interno di questo strato o nella tasca che si è formata nel tessuto cicatrizzante non passando al resto del seno. Se  supera questo strato e si verifica una perdita nel resto del seno, si creerà più tessuto della cicatrice intorno al silicone. Quando ciò si verifica è frequente che appaiano zone dure nel seno, spesso dolorose, che arrivano anche a deformare il seno.
rischi aumento del seno

Le revisioni periodiche sono fondamentali per individuare le rotture in tempo

Questa situazione era più comune con le vecchie protesi, dal momento che le protesi attuali sono migliorate molto e molte delle attuali sono protesi in gel di silicone altamente coesivo, e questa coesione è quella che assicura che il ripieno sia un gel solido, non liquido come prima, per cui in caso di rottura non si producono perdite. E ogni anno ci sono impianti migliori, che si evolvono a un ritmo molto veloce migliorando i precedenti.

    La chirurgia plastica è una cosa seria che non deve essere banalizzata. Come tutte le procedure chirurgiche, comporta dei rischi. Anche se vengono prese misure adeguate e professionisti agiscono correttamente, qualcosa può andare storto.

    Cosa devo fare in caso di rottura dell’impianto?

    In primo luogo si deve distinguere se la rottura è intra o extracapsulare.

    La rottura intracapsulare è quella che dopo la rottura della protesi tutto il silicone è trattenuto nella capsula o cicatrice che circonda la protesi dopo l’impianto. L’impianto deve essere sostituito anche se non è un’emergenza. Questa operazione è abbastanza semplice, veloce e indolore poiché la nuova protesi viene inserita nella tasca del seno che ha creato la precedente.

    La soluzione a la contrattura capsulare potrebbe richiedere un ulteriore intervento chirurgico per sostituire la protesi o modificare la sua posizione.

    complicazione aumento del seno

    L’autoesame ed anche le mammografie devono essere incluse nella routine di prevenzione di ogni paziente

    La rottura extracapsulare è quella che, dopo la rottura della protesi il silicone non è trattenuto all’interno della capsula della cicatrice e passa al resto del seno. Deve essere sostituito l’impianto e togliere i resti di silicone che ha raggiunto il seno. E’ un intervento più lento, doloroso e praticamente si verifica solo in casi di rottura di vecchie protesi che inoltre sono stati rotti per un lungo periodo di tempo prima della loro sostituzione.

    In alcuni casi, le perdite di silicone che filtrano dalla rottura possono provocare la comparsa di piccoli rigonfiamenti sul seno denominati granulomi che normalmente non sono maligni, ma che allertano abbastanza gli specialisti perché a volte è difficile distinguerli dal  tumore al seno. In caso di dubbio si ricorre alla biopsia per escludere rischi.

    Le cause di rottura delle protesi mammarie

    Alcune delle cause note sono:

    • Eventuali danni subiti dalla protesi durante l’operazione.
    • Colpi o traumi al seno che provocano direttamente la rottura.
    • Il deterioramento per il passare degli anni perché anche se sono progettati per durare per molti anni, non sono indistruttibili.

    Come rilevare la rottura di un impianto? Segni di rottura delle protesi mammarie.

    La rottura di una protesi del seno è difficile da rilevare da parte della paziente dal momento che in alcuni modelli non si produce fuga del materiale che li compone mentre in altri la perdita di materiale avviene molto lentamente. Per questo motivo i chirurghi consigliano una risonanza magnetica ogni tre anni per individuare eventuali rotture. Le protesi mammarie possono essere un pericolo per la salute, qualora se ne verifichi una rottura. Ci sono una serie di sintomi che possono aiutare a rilevare queste rotture. Se si provano questi sintomi le mammografie sono controindicate perché comprimendo il seno si aggravano le filtrazioni o fughe per rottura:

    rischi aumento del seno

    La dimensione della protesi del seno deve adattarsi al seno e non il seno alla protesi

    • L’insorgenza di un forte dolore al petto.
    • Infiammazione anormale del torace o semplicemente l’opposto con perdita anormale di volume del seno. Talvolta accompagnata da un indurimento generale del seno.
    • Aumento di temperatura del torace.
    • Alterazione del colorito del seno, di solito arrossamento.
    • presenza di cattivo odore nell’area della ferita.
    • Manifestazione di differenze nei seni e di protuberanze o grumi duri al tatto. Questi grumi possono apparire sul petto, ma anche in altre zone, come il braccio o l’ascella.
    • Formicolio o bruciore nella zona dell’impianto.
    • Asimmetrie o increspature nel torace: una delle più frequenti cause di insoddisfazione di carattere estetico dopo l’operazione di aumento del seno è l’emergere di asimmetrie durature con la formazione di fori o increspature nella pelle che ricopre il seno. Possono verificarsi nei casi in cui la protesi si è piegata, sia affondata ovvero si sia posizionata in maniera non corretta. Queste situazioni fanno in modo che la protesi spinga la caspula che a sua volta tira la pelle. Le protesi di dimensione maggiore sono quelle che presentano il maggior numero di questo tipo di incidenti. È anche più frequente nelle protesi impiantate sopra il muscolo in donne con poco tessuto mammario.

    Tuttavia, è importante sottolineare che la maggior parte dei casi di rottura sono di minore portata così che questi sintomi non compaiono. Sono le chiamate rotture asintomatiche per le quali il controllo periodico è una precauzione fondamentale per identificare quelle rotture che possono risultare inosservate alla paziente. In casi di rottura intracapsulare, la stessa capsula limita gli effetti di questa rottura e la diminuzione dei sintomi in modo che nemmeno il ginecologo potrà apprezzare strani sintomi al petto. Il rischio che si verifichi questo problema è stato notevolmente ridotto con protesi di ultima generazione realizzate con gel ad alta coesione che sono composti da numerosi strati che impediscono l’uscita di silicone anche in caso di rottura.

    I chirurghi consigliano una risonanza magnetica ogni tre anni per individuare eventuali rotture.

    Come abbiamo detto, nei casi in cui non compaiono questi sintomi ci si dovrebbe sottoporre a revisioni radiologiche a carattere periodico. Negli Stati Uniti si raccomanda la risonanza magnetica come prova necessaria per queste revisioni dal momento che la mammografia potrebbe non risultare adeguata. In Italia ci si sottopone a risonanza magnetica per confermare i sintomi identificati dopo una ecografia realizzata da uno specialista in radiografia che abbia esperienza nella revisione degli impianti di protesi del seno. In queste revisioni possono verificarsi casi di falsa positività (lo specialista individua una rottura che invece non c’è) per cui recarsi da un buono specialista risulta imprescindibile.

    rischi aumento del seno

    Non esiste una maggiore incidenza di cancro del seno nelle pazienti con impianti

    Ricordate: le rotture di impianti non sono abituali se si seguono i consigli dello specialista. Le revisioni periodiche sono fondamentali per individuare le rotture in tempo. E, ovviamente, di fronte ad ogni strano sintomo bisogna recarsi dallo specialista che è l’unico che puo aiutare in questi casi.

    Consigli per ridurre i rischi dell’ aumento del seno

    Come riassunto di quanto illustrato in questo articolo si possono elencare i seguenti consigli per le persone che decidano un aumento del seno:

    • Le protesi non sono per tutta la vita e la loro durata dipenderà dal tipo di impianto e del corpo della donna. La realizzazione di controlli periodici è fondamentale per vigilare la loro adeguata conservazione ed evitare possibili problemi.
    • Informarsi sulle caratteristiche delle protesi. Tutti gli impianti sono dotati di un foglio informativo che indica tutti i dati ed il materiale utilizzato. Inoltre, forniscono informazione sufficiente sulle istruzioni d’uso, attenzioni necessarie, precauzioni e rischi. Si tratta di un completo avviso con tutte le caratteristiche del prodotto.
    • Consultare il proprio chirurgo.  Il chirurgo deve analizzare le migliori opzioni per effettuare la collocazione della protesi e decidere la forma, la dimensione e il modello per ogni paziente. E’ fondamentale che conosca l’esistenza di operazioni chirurgiche anteriori ed il tipo di cicatrice che si è formata in ogni operazione. Se si tratta di una operazione di sostituzione di una protesi anteriore, il chirurgo deve conoscere tutti i dettagli dell’operazione anteriore per ottenere il miglior risultato.

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      Non esiste alcun rischio per il futuro allattamento e la paziente potrà allattare normalmente

    • Informarsi sui rischi e pericoli di lungo termine. Attualmente non esistono evidenze scientifiche sui rischi o conseguenze di lungo termine. Effettivamente esistono casi di insensibilità di parziale o totale dei capezzoli, altri di difficoltà nell’allattamento ed alcuni di malattie del tessuto del seno, ma dal momento che sono casi poco frequenti non esiste una relazione diretta che sia stata accreditata con certezza totale.
    • Controlli periodici dopo l’intervento: è essenziale che dopo l’impianto di protesi al seno tutte le pezienti effettuino revisioni periodiche a carattere rutinario per prevenire casi di rottura silenziosa che possano non rivelarsi al tatto. L’autoesame ed anche le mammografie devono essere incluse nella routine di prevenzione di ogni paziente.
    • Selezionare un impianto di qualità accreditata: deve essere scelta una protesi di seno da una società che vanti accreditamento di controlli di qualità del massimo livello. Sono molte le società che offrono un prodotto di totale garanzia per tutta la vita in caso di rottura, minimizzando ogni pericolo.
    • La dimensione della protesi del seno deve adattarsi al seno e non il seno alla protesi. I tessuti del seno hanno delle caratteristiche e limitazioni anatomiche che devono essere considerate al momento della scelta della dimensione per ottenere un risultato naturale ed una adeguata evoluzione lungo gli anni.

    Domande frequenti sull’aumento del seno

    Quanto durano le protesi o impianti del seno? Bisogna cambiarle passati dieci anni?

    Risposta: la durata delle protesi è un dato che non puo essere indovinato dal chirurgo. Può solo informare sui dati statistici e di durata media dei distinti tipi di protesi. Molti produttori di impianti del seno stanno garantendo i loro prodotti da difetti di produzione con durate che oscillano tra i dieci e i venti anni ed altri prevedono addirittura una garanzia a vita. Non esiste alcuna causa per la quale di debba cambiare protesi entro un termine fisso compreso tra gli 8 e i 10 anni se non esiste alcun problema o difetto che lo consigli. La raccomandazione piu frequente tra i chirurghi è che le protesi non si debbano cambiare qualora non esista una causa medica che lo richieda.

    Alcune protesi scoppiano negli aerei?

    Risposta: E’ una leggenda metropolitana che non ha alcun fondamento scientifico. Un esempio evidente è che i principali paesi produttori di tali protesi sono la Germania e gli Stati Uniti dai quali viaggiano verso altri paesi. Se tale rischio fosse vero, tutte le protesi arriverebbero rotte al proprio destino.

    problemi aumento del seno

    La raccomandazione piu frequente è che le protesi non si debbano cambiare qualora non esista una causa medica che lo richieda

    Avrà alcuna influenza sull’allattamento dei figli?

    Risposta: Non esiste alcun rischio per il futuro allattamento e la paziente potrà allattare normalmente. Solo per una percentuale molto bassa si alterà questa funzione del seno. Non si devono mai tagliare i condotti nei quali circola il latte materno fino al capezzolo.

    Cosa succede se il corpo rigetta la protesi mammaria?

    Risposta: Le protesi sono costituite da un materiale che non provoca alcun tipo di rigetto. Ciò che puo succedere è una contrattura capsulare con i sintomi descritti anteriormente.

    Le protesi rendono difficoltosa la diagnosi di cancro del seno?

    Risposta: Non esiste una maggiore incidenza di cancro del seno nelle pazienti con impianti. In alcuni casi si rende necessaria una risonanza magnetica per verificare i risultati di altre prove come la mammografia o la ecografia. Le protesi non aumentano il rischio di avere tale malattia. 

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