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Il recupero dopo l’aumento del seno


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Le prime 24 ore di recupero dopo l’aumento del seno sono abbastanza scomode per la paziente, non solo per la fatica, ma anche per il dolore o fastidio al seno.

I seni delle donne rappresentano, nella sostanza, la loro femminilità. Le preferenze estetiche sono cambiate nel corso della storia. Tuttavia, i seni delle donne, la loro anatomia e il loro volume, sono sempre stati un segno di bellezza. Le ragioni di un intervento chirurgico di aumento del seno sono molteplici, come ad esempio i seni asimmetrici, lo sviluppo anormale degli stessi, ricostruzione del seno, ecc. Tuttavia, il motivo principale alla base della richiesta di questo tipo di interventi risponde a ragioni esclusivamente estetiche.

Recupero dopo aumento del seno

L’aumento del seno è una procedura chirurgica che ha lo scopo di aumentare il volume del seno attraverso un impianto o protesi

L’aumento del seno è una procedura chirurgica che ha lo scopo di aumentare il volume del seno attraverso un impianto o protesi, essendo diventato l’intervento di chirurgia estetica più richiesto a livello modiale, insieme alla liposuzione. La ragione principale di questa crescente popolarità è dovuta ai magnifici risultati ottenuti e all’alto livello di soddisfazione tra le donne che si sono sottoposte all’intervento. A questo si deve aggiungere il livello di sicurezza di tali operazioni sia per l’avanzamento delle tecniche utilizzate sia per la qualità delle protesi utilizzate.

I vantaggi della chirurgia di aumento del seno non solo si riferiscono  a un sostanziale miglioramento nella forma e dimensioni del seno, ma anche ad un netto miglioramento nella autostima delle donne, che si espande anche nel loro ambiente familiare e sociale.

La paziente può tornare a casa il giorno stesso o il giorno dopo l’intervento chirurgico se non si verificano complicazioni mediche. Il chirurgo plastico rimuoverà il bendaggio o le compresse di garza dopo qualche giorno e  da quel momento la paziente deve indossare un reggiseno chirurgico. Questo tipo di reggiseno contribuisce  a definire la posizione corretta per il seno. Gli antidolorifici vengono diminuti mano a mano che il recupero progredisce. È necessario che in casa sia presente una persona per aiutare i primi giorni, bere molti liquidi e seguire le raccomandazioni del medico riposando a sufficienza.

Le prime 24 ore di recupero dopo l’aumento del seno sono abbastanza scomode per la paziente, non solo per la fatica, ma anche per il dolore o fastidio al seno.

    Quando la paziente ritorna a casa, è necessario che si prenda un certo tempo prima di riprendere il lavoro e adattarsi alla routine, che di solito è intorno ad una settimana. Durante questo periodo dovrebbe prevenire le infezioni o evitare che si aprano le ferite che non si cicatrizzano immediatamente.

    recupero dopo aumento del seno

    La paziente può tornare a casa il giorno stesso o il giorno dopo l’intervento chirurgico se non si verificano complicazioni mediche

    Raccomandazioni per la fase postoperatoria di aumento di seno

    Di seguito alcune raccomandazioni per la fase postoperatoria dell’ aumento del seno. Va notato che gran parte del successo, come in qualsiasi altro tipo d’intervento, dipende dalla cura postoperatoria. Infatti, in questo tipo di intervento, il ruolo della donna durante la fase postoperatoria dell’ intervento di aumento del seno ha una grande importanza. Analizziamo alcune questioni che interessa sapere:

    • Il reggiseno raccomandato dal chirurgo plastico deve essere utilizzato continuativamente per il tempo prescritto, deve essere rimosso solo quando si fa il bagno.
    • I drenaggi generalmente si tolgono dopo quarantotto ore dal intervento.
    • I Punti di sutura di solito si rimuovono quattordici giorni dopo l’operazione.
    • recupero dopo aumento del seno

      Gli antidolorifici vengono diminuti mano a mano che il recupero progredisce

      E’ molto probabile che il chirurgo plastico, al fine di prevenire la contrattura capsulare, consigli dei massaggi leggeri ed in tutte le direzioni, sull’impianto, a partire dal quarto giorno dell’operazione, in modo che si verifichi una distensione nella capsula e, quindi, evitare la contrattura. È importante che la paziente abbia chiaro che la contrattura capsulare è una reazione dell’organismo alla presenza di un corpo estraneo, non essendo condizionata dalla maggiore o minore capacità del chirurgo plastico e, pertanto, è impossibile diagnosticare la possibile comparsa.

    • Qualora il chirurgo raccomandasse l’effettuazione di massaggi, questi devono essere eseguiti in forma rotatoria, comprimendo e affondando lievemente la zona operata, cioè la protesi. Mano a mano che il dolore e i fastidi diminuiscono, il massaggio deve essere eseguito con più vigore. Di fatto, quanto maggiore è la costanza della donna, migliori risultati vengono ottenuti.  Quando sussitessero fastidi intensi, emorragie o allergie è opportuno comunicarlo immediatamente allo specialista.
    • Si deve stare a riposo completo per i primi due giorni dopo l’operazione.
    • Generalmente, saranno forniti antibiotici per evitare qualsiasi tipo di infezione, e analgesici per evitare disagi durante il periodo postoperatorio.
    • Devono essere comunicate al chirurgo plastico le allergie a qualsiasi farmaco così come ricorrere immediatamente al chirurgo se si avvertono situazioni diverse da quelle descritte dal chirurgo.
    • E ‘conveniente che durante i primi giorni dopo l’intervento di aumento del seno, si possa contare su una persona di fiducia per aiutarvi durante il periodo di convalescenza.
    • Si  raccomanda che durante il periodo prescritto dal chirurgo, ci si adagi sulla schiena, assumendo una posizione semi supina, quasi seduta. Un paio di cuscini sulla schiena dovrebbero essere sufficienti ad avere una corretta inclinazione.
    • recupero dopo aumento del seno

      E’ molto probabile che il chirurgo plastico, al fine di prevenire la contrattura capsulare, consigli dei massaggi leggeri

      Non  si deve ingerire aspirina o qualsiasi altro farmaco simile, dal momento che possono influire sulla coagulazione del sangue e aumentare il sanguinamento durante il periodo postoperatorio.

    • È assolutamente normale che compaiano lividi, proprio a causa della manipolazione dei tessuti. Essi scompariranno con il passare del tempo.
    • La medicazione che ha fatto il chirurgo non deve essere rimossa.
    • È necessario consultare il chirurgo plastico sul tipo di esercizi che possono essere eseguiti durante il periodo postoperatorio e il ritmo con cui l’intensità può essere aumentata e quando si può praticare lo sport.
    • Nei i primi giorni dopo l’operazione, si raccomanda di evitare di sollevare le braccia, per quanto possibile. Durante tale periodo, data la limitazione che verrà richiesta al movimento delle braccia, è consigliabile non guidare.
    • Si deve evitare di sollevare carichi pesanti e prendere in braccio bambini o animali domestici durante i primi giorni dopo l’intervento. In ogni caso, sono questioni che dovrebbero essere discusse con il chirurgo plastico.
    • La zona operata non dovrà bagnarsi, salvo contraria prescrizione medica, nel qual caso dovranno essere pedissequamente seguite le istruzioni ricevute. Inoltre si dovrebbe evitare il contatto con agenti esterni ed avere buona igiene nelle ferite per evitare l’infezione.
    • Si deve evitare la rasatura le ascelle nei quattordici giorni successivi all’intervento.
    • Si deve evitare di dormire proni durante il primo mese dopo l’intervento di aumento del seno o nel tempo indicato dal chirurgo plastico.
    • recupero dopo aumento del seno

      Si deve stare a riposo completo per i primi due giorni dopo l’operazione

      Non si deve prendere il sole durante i due mesi successivi all’operazione.

    • Bisogna andare agli appuntamenti  programmati  dal chirurgo plastico per controllare che la fase postoperatoria prosegua con assoluta normalità.
    • Si deve consultare il chirurgo plastico per capire come eseguire un auto-esame per cercare grumi o anomalie nel seno, non perché potrebbero derivare da questo tipo di intervento, ma perché è un metodo di prevenzione che tutte le donne dovrebbero seguire, che abbiano fatto o meno questo tipo di intervento.
    • Bisogna contattare il chirurgo plastico se si nota che la benda si macchia eccessivamente, se si sente una pressione eccessiva sul petto, febbre, malessere o altre anomalie che non corrispondono alle indicazioni fornite dal chirurgo plastico.
    • Se in futuro fosse  necessario fare un ecocardiogramma – ecografia del cuore – bisogna informare l’ecografo che si hanno protesi al seno, dal momento che le stesse potrebbero allontanare il terminale ecografico della zona cardiaca.

    Come accennato, la fase postoperatoria è di somma importanza e, in generale, si raccomanda la mobilizzazione precoce della zona operata con dei massaggi, in modo che la cavità e la capsula che si formano siano più ampie rispetto alla protesi mammaria. Qualora vi fosse una ritrazione successiva, questa sarà meno evidente rispetto a quando avviene in una capsula molto ristretta. Nonostante quanto sopra, in alcuni casi non si raccomanda il massaggio in quella zona. Si tratta di qualcosa che dipende dal giudizio del chirurgo plastico.

    Si raccomanda la mobilizzazione precoce della zona operata con dei massaggi, in modo che la cavità e la capsula che si formano siano più ampie rispetto alla protesi mammaria.

    recupero dopo aumento del seno

    Non si deve prendere il sole durante i due mesi successivi all’operazione

    Uno studio scientifico pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine nel marzo 2000, ha concluso che “non vi è alcuna prova che ci sia  relazione tra le protesi mammarie in generale, o quelle piene di gel di silicone, in particolare, con qualsiasi particolare malattia del tessuto connettivo, con una combinazione delle stesse, o con altre infermità autoimmuni o reumatiche”.

    Il seno recentemente operato, è probabile che si veda all’ inizio più alto e più grande di quello che sarà in futuro. Dopo l’intervento chirurgico, il chirurgo plastico dovrebbe dare istruzioni su quando utilizzare reggiseni. In relazione a ciò, è opportuno usare un reggiseno senza ferretti, per non premere la zona operata che è in fase di guarigione.

    Complicazioni dell’aumento del seno

    La complicazione più comune è la contrazione capsulare, come detto sopra, il cui tasso di incidenza è compreso tra il 2% ed il 15%, a seconda della posizione della protesi, del tipo di forma della protesi – rotonda o anatomica – del suo ripieno e della tendenza delle donne a generarle. Abbiamo un altro articolo che dettaglia queste complicazioni.

    Raccomandazioni per prevenire la contrattura capsulare

    recupero dopo aumento del seno

    La complicazione più comune è la contrazione capsulare

    La retrazione capsulare è uno degli effetti che si possono generare durante la fase postoperatoria dell’aumento del seno e comporta un aumento nella fermezza dei seni, arrivando ad  essere palpabile la protesi. Producendosi una maggiore fissazione dei seni questi non cadono lateralmente come in un seno normale, quando la donna si sdraia, ma tendono a essere proiettati in avanti.

    Le statistiche di casi di retrazione capsulare  sono variabili, attestandosi tra il 2% e l’8%, dipendendo dal punto di collocazione dell’impianto e dala capacità di ogni paziente a generarli. La sistemazione sopra il pettorale o submammaria ha una possibilità più alta che si verifichi una contrazione capsulare. Nonostante quanto sopra, la percentuale di successivi interventi necessari a seguito di retrazione capsulare è inferiore.

    Le raccomandazioni da seguite per ridurre al minimo il rischio di retrazione capsulare durante la fase postoperatoria di aumento del seno sono le seguenti:

    • L’uso di buone protesi mammarie, sia di soluzione salina sia di gel di silicone. Le protesi di soluzione saline devono essere di bassa permeabilità e multistrato. Queste protesi offrono il vantaggio di essere in grado di correggere piccole asimmetrie nel seno, iniettando durante l’intervento piccole quantità di siero in un seno. Le protesi in gel di silicone devono essere multilaminari e bassa permeabilità, e possono essere lisce o ruvide. Questo tipo di involucro ha il vantaggio di aumentare la superficie della capsula, riducendo la percentuale di rischio di possibili restringimenti. In Italia, è solo consentito l’uso di queste protesi, sia di soluzione salina sia gel di silicone, che abbiano superato il controllo di qualità del Dipartimento di Farmacia e Prodotti per la Salute. Queste protesi autorizzate includono un foglio che deve essere firmato dalla paziente dove si riporta il tipo, marca, modello e anche il modo di impianto della stessa ai fini di eventuali controlli futuri.
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      Si raccomanda la sistemazione retro pettorale per evitare la retrazione capsulare

      Si raccomanda la sistemazione retro pettorale per evitare la retrazione capsulare. Tuttavia, per quei pazienti che fanno molto esercizio fisico, bisognerebbe valutare la collocazione submammaria, a condizione che ci sia abbastanza tessuto a copertura e  una buona tensione della pelle.

    • Qualora ci fosse una leggera discesa dell’areola, potrebbe essere valutata l’introduzione attraverso il limite superiore dell’areola, che permetterebbe  di aumentare, al tempo stesso, sia l’areola che il capezzolo. Se la paziente ha asimmetria nei seni o un seno leggermente cadente, l’incisione può essere completamente circolare, eliminando un cerchio di pelle intorno all’areola. Se la dimensione di questa fosse eccessiva, si potrebbe ridurla fino ad una dimensione più appropriata.
    • Al fine di ridurre l’accumulo di sangue nella cavità in cui si trova la protesi, sono spesso utilizzati  sottili drenaggi di aspirazione durante i primi due o tre giorni dopo l’operazione.
    • I punti intorno all’areola si faranno in forma intradermica con l’idea di non lasciare segni di sutura.

    La sistemazione sopra il pettorale  o submammaria ha una possibilità più alta che si verifichi una contrazione capsulare.

    Complicazioni occasionali dell’aumento del seno

    Vi sono altre complicazioni proprie delle operazioni di aumento del seno, anche se compaiono in rare occasioni:

    • La possibilità di sofferenza della pelle fino alla possibilità di rottura della stessa a causa della pressione dell’impianto nonché a causa della pelle sottile che copre lo stesso. Se di per sé è raro che avvenga, ancora più strano è nei casi di posizione retro pettorale. In questi casi, si procede a rimuovere la protesi mammaria.
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      Nei casi di utilizzo di protesi di soluzione salina è raro, ma possibile, che un poro si sviluppi e poi si sgonfi

      Possibili calcificazioni nella zona o capsula che forma l’organismo  intorno alla protesi. Uno svantaggio in questi casi è che le calcificazione generano immagini opache sulla mammografia, che complica la diagnosi radiologica.

    • Nei casi di utilizzo di protesi di soluzione salina è raro, ma possibile, che un poro si sviluppi e poi si sgonfi. Nel caso in cui accade, la donna lo noterà immediatamente a causa della perdita di volume del seno. Oggi è molto improbabile a causa della qualità delle protesi utilizzate. Se accade, si dovrà procedere a cambiare la protesi – ricordiamo che la sua durata non è illimitata-, anche se dobbiamo dire che non ha conseguenze per l’organismo.
    • Nel caso di utilizzo di protesi riempite di gel di silicone, è anche possibile, anche se estremamente raro, che si rompa. La rottura della protesi porta alla necessità di un cambiamento. La possibilità di notarlo immediatamente in seguito alla perdita di volume del seno o che sia più complicato notarlo dipenderà dal vedere se la rottura dell’impianto ha comportato la rottura della capsula che circonda l’impianto, o, al contrario, senza rottura dello stesso, impedendo al gel di silicone la fuoriuscita dalla cavità e l’infiltrazione nei tessuti circostanti.
    • Negli impianti ripieni con gel di silicone, dipendendo dal tipo di protesi, potrebbe esserci una migrazione permanente di particelle di gel nell’organismo, trapassando la barriera che circonda l’impianto. Oggi, le protesi di involucro multiplo o multilaminate riducono al minimo questo rischio, d’altra parte, sono le uniche ad essere autorizzate all’uso in Italia. Riguardo a tale possibile perdita permanente di gel, ci sono ricerche scientifiche contraddittorie in relazione alla capacità della fuoriuscita del gel a produrre disturbi immunologici e reumatici nelle pazienti.
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      Le protesi possono muoversi dalla loro posizione originale

      Le protesi possono muoversi dalla loro posizione originale, potendo o non  generare una possibile asimmetria. In questi casi, i massaggi hanno un ruolo molto importante per evitare questa complicazione. Uno spostamento della protesi può richiedere la necessità di un successivo intervento.

    • Rischio di rippling nel caso di pazienti con la pelle molto sottile, facendo in modo che le pieghe generate dalla protesi siano percepibili nei confronti di terzi. Essa si verifica raramente, anche se il rischio è maggiore se l’impianto viene posizionato davanti al muscolo pettorale o quando si usano protesi con siero o superficie ruvida.
    • La Possibilità di “sindrome di Mondor”, vale a dire, si tratta di strutture a forma di cordone che vanno dal solco submammario fino all’addome, generando infiammazioni nelle vene della zona. Generalmente si curano senza alcuna conseguenza.
    • Possibili alterazioni nella pigmentazione della cute dell’areola.
    • Anche se si verifica raramente la stimolazione del seno a seguito di un intervento chirurgico, potrebbe stimolarsi la produzione di latte. Queste complicazioni tendono a sparire in forma spontanea.

    Complicazioni generali di chirurgia

    D’altra parte, come abbiamo già detto, vi sono rischi propri di qualsiasi intervento chirurgico. Tra gli altri, commentiamo i seguente:

    • Possibilità di insorgenza di emorragie, anche se è poco freuente dato l’uso del drenaggio.
    • Alterazioni di sensibilità locale.
    • Lividi o accumuli di sangue liquido.
    • Le sierose o accumuli di siero di siero sanguigno.
    • L’intolleranza al materiale di sutura o di infezioni.
    • I rischi derivanti dall’anestesia.

    Infine, da commentare che la stragrande maggioranza delle pazienti sono molto soddisfatte dei risultati raggiunti e tornerebbero a ripetere l’intervento, se necessario. Di fatto, le pazienti affette da retrazione capsulare, preferiscono effettuare un nuovo intervento prima di dover fare a meno della protesi al seno e perdere il volume raggiunto.

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