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Quanto dura una protesi mammaria?


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

Sebbene esista la convinzione, in quanto alla durata delle protesi mammarie, che le protesi durino tutta la vita, occorre chiarire che la durata di un impianto non è determinabile in modo preciso e varia di caso in caso. Al giorno d’oggi non è necessario sostituire una protesi mammaria, a meno che non si sia verificata una rottura, una contrattura capsulare o altre anomalie.

Quindi, non è detto che le attuali protesi al seno debbano essere sostituite ogni 10 anni perché, come abbiamo detto, la loro durata è variabile e non prevedibile.

Al giorno d’oggi non è necessario sostituire una protesi mammaria, a meno che non si sia verificata una rottura, una contrattura capsulare o altre anomalie.

Quando occorre sostituire le protesi mammarie?

durata delle protesi mammarie

La durata di un impianto non è determinabile in modo preciso e varia di caso in caso

La durata di ogni modello di protesi dipende sostanzialmente dalla qualità e il grado di coesione della stessa, ovvero dalla compattezza del gel di silicone contenuto.

Per sapere esattamente quando cambiare una protesi è consigliabile che la paziente si sottoponga, almeno ogni tre anni, a un esame diagnostico per immagini che attesti le perfette condizioni dell’impianto. Tale esame, in genere, consiste in una risonanza magnetica o un’ecografia eseguita da specialisti esperti nel campo. Inoltre, converrebbe sottoporsi, una volta all’anno oppure ogni sei mesi, a visita di controllo con il chirurgo plastico che ha realizzato l’intervento; anche in questo caso servirà ad essere certi che le protesi si siano mantenute in posizione corretta e in perfetto stato.

Vi sono anche segnali d’allarme indiretti che possono indicare l’esistenza di una rottura protesica, come l’indurimento del seno, l’irregolarità della mammella o della pelle, l’asimmetria.

    Per sapere esattamente quando cambiare una protesi è consigliabile che la paziente si sottoponga, almeno ogni tre anni, a un esame diagnostico.

    È pur vero che nella maggior parte dei casi la paziente non avverte nulla e la forma e la struttura del seno restano inalterate anche in presenza di rottura della protesi. I modelli attuali, infatti, minimizzano la maggior parte degli effetti negativi, anche in caso di rottura. Da qui l’importanza di sottoporsi periodicamente a risonanza magnetica o ecografia. Statisticamente la percentuale di rottura nei modelli attuali si aggira intorno all’1%.

    Alcune case produttrici prevedono un programma di garanzia delle protesi, in alcuni casi a vita e con copertura di vari costi medici e dell’anestesia.

    durata protesi mammarie

    La durata di ogni modello di protesi dipende sostanzialmente dalla qualità e il grado di coesione della stessa

    Le protesi di nuova generazione, molto più avanzate, hanno una durata stimata intorno ai 15 – 20 anni, dal momento che la maggior parte di esse sono testurizzate e il silicone di riempimento è più viscoso o coesivo. Tuttavia, questo può variare a seconda dei casi.

    Con le attuali protesi in gel di silicone ad alta coesività, la situazione è cambiata in maniera radicale, tanto in termini di durata della protesi quanto in termini di comfort e sicurezza per la paziente. Il motivo risiede nel fatto che questo tipo di gel è più compatto e meno deformabile. Allo stesso tempo, le moderne protesi sono avvolte da un involucro esterno a strati multipli che riducono il rischio di usura.

    Grazie alla tecnologia disponibile attualmente, le moderne protesi al silicone e con soluzione salina sono molto più resistenti, durano più a lungo e sono più sicure.

    Le vecchie protesi utilizzate fino a 20 – 30 anni fa (parliamo degli anni 80 e 90) avevano una texture più liscia, con un involucro esterno più fragile rispetto alle attuali e un silicone di riempimento più liquido e a bassa coesività.

    Vi sono anche segnali d’allarme indiretti che possono indicare l’esistenza di una rottura protesica, come l’indurimento del seno, l’irregolarità della mammella o della pelle, l’asimmetria.

    Negli anni passati il rischio di fuoriuscita di silicone dalla protesi era molto più alto: per questa ragione era necessario cambiarle circa 10 anni dopo l’inserimento. Da qui nasce la convinzione che, trascorso questo tempo, la protesi sia a rischio e si renda necessaria una sua sostituzione.

    durata protesi mammarie

    Le protesi di nuova generazione, molto più avanzate, hanno una durata stimata intorno ai 15 – 20 anni

    La progettazione di un guscio esterno molto più resistente ha completamente eliminato il rischio di fuoriuscita di gel all’esterno della protesi. Tuttavia, la tenuta sicura della protesi non è un buon motivo per trascurare gli esami di controllo prescritti dal chirurgo plastico, allo scopo di confermarne il buono stato di conservazione. Non bisogna aspettare di avvertire dolore o altri sintomi per richiedere al vostro chirurgo una visita di controllo; ricordiamo che si tratta, in ogni caso, di un corpo estraneo all’interno del corpo che necessita di valutazione periodica.

    Pertanto, molte pazienti vanno avanti con le loro protesi in buono stato per 15, 20 e perfino 25 anni senza presentare alcun problema. In alcuni casi, tuttavia, l’impianto deve essere sostituito dopo sei mesi, uno – cinque anni, a causa di uno dei problemi che abbiamo descritto.

    Le mie protesi vanno sostituite?

    Molte donne decidono di prenotare una visita di controllo con il chirurgo plastico quando sorge un problema o quando avvertono fastidio o dolore al seno. Quando si hanno protesi mammarie, invece, è importante sottoporsi a controllo ogni 6 – 12 mesi. Una volta effettuato l’esame, il chirurgo sarà in grado di determinare se sia necessario o meno sostituire le protesi.

    Le protesi possono invecchiare?

    durata protesi mammarie

    Non bisogna aspettare di avvertire dolore o altri sintomi per richiedere al vostro chirurgo una visita di controllo

    Le protesi, come qualsiasi altro oggetto, con il passare del tempo sono soggette a usura naturale. Attualmente, tuttavia, questo deterioramento non comporta alcun rischio di fuga o fuoriuscita di gel. Le protesi, molto semplicemente, andranno sostituite quando il chirurgo lo riterrà opportuno.

    Come posso prolungare la vita delle mie protesi?

    Le protesi richiedono un livello di attenzione normale, la stessa attenzione che una donna riserva al seno naturale per evitare lesioni. Si avrà quindi cura di evitare colpi o traumi nell’area del seno per evitare una possibile fuga di silicone. Le protesi non ostacolano lo svolgimento delle attività quotidiane e non necessitano di cure speciali.

    Motivi per sostituire le protesi mammarie

    Normalmente le protesi vengono estratte per essere sostituite con nuovi impianti. La complessità dell’intervento varia a seconda del motivo che ha reso necessario la sostituzione. Ad esempio, quando si tratta di una rottura della protesi viene solitamente eseguita una capsulectomia completa e perfino l’allestimento di una nuova tasca; se invece la sostituzione è motivata dal fatto che la protesi appare usurata, poco sicura o perché la paziente desidera modificare il volume del seno, l’intervento sarà molto più semplice.

    Motivi principali per cui si procede a estrazione della protesi

    • Contratture capsulari multiple. Se il problema si presenta per la prima volta, in genere la protesi viene estratta e sostituita. Ma in caso di recidiva, la scelta migliore potrebbe essere la rimozione definitiva della protesi senza sostituzione.
    • durata delle protesi mammarie

      Normalmente le protesi vengono estratte per essere sostituite con nuovi impianti

      Rottura intra o extracapsulare. La rottura intracapsulare non presenta grosse conseguenze dal momento che la capsula previene il contatto tra il gel di silicone e i tessuti mammari. Nel caso in cui il gel fuoriesca dalla capsula ed entri a contatto con il tessuto mammario, si possono verificare fenomeni infiammatori come la formazione di un sieroma o un siliconoma, l’indurimento del seno, fino all’infiammazione dell’intera mammella. In questo caso il vantaggio sta nel fatto che il chirurgo può rimuovere completamente il gel e la protesi rotta, estrarre la capsula, allestire una nuova tasca e inserire una nuova protesi.

    • Cambiamenti nel corpo della paziente: un aumento o una diminuzione del peso corporeo oppure una rivalutazione della paziente circa l’ideale estetico e il volume del seno desiderato. Molte donne riconoscono, alcuni anni dopo l’intervento, di aver scelto in modo avventato le dimensioni delle protesi, magari optando per un volume eccessivo che ora non desiderano più. A questo punto sarà necessario considerare il volume delle protesi e la quantità di tessuto mammario a disposizione della paziente, per valutare quanta parte del seno sia occupato dalla protesi. Il problema sorge quando la protesi è grande e la paziente dispone di poco tessuto ghiandolare. In questa situazione sarà difficile che il seno acquisti una linea armoniosa semplicemente estraendo la protesi e sarà consigliabile sostituirla con una protesi più piccola.
    • Timore di incorrere in problemi successivi: accade quando la paziente cambia idea e decide di non sottoporsi a nuovo intervento al seno. Può essere, ad esempio, la preoccupazione legata al periodo di recupero successivo, le possibili cicatrici risultanti, l’interferenza sull’allattamento e così via. La soluzione migliore dovrà essere valutata insieme al chirurgo plastico.

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