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Le protesi mammarie sono pericolose?


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva, o aumento del seno, è un intervento estremamente sicuro e le protesi vengono prodotte in silicone, un materiale biocompatibile che non va incontro a rigetto.

L’intervento di aumento del seno è estremamente sicuro.

Possibili rischi e complicazioni

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Tuttavia questo tipo di intervento non esclude la possibilità di andare incontro a complicazioni poco frequenti

Tuttavia questo tipo di intervento non esclude la possibilità di andare incontro a complicazioni, poco frequenti ma possibili, ed è giusto conoscerle:

  • È possibile che si formino calcificazioni sulla capsula, il tessuto cicatriziale che l’organismo crea intorno all’impianto. Questa circostanza non è frequente e si accompagna a contrattura capsulare. Le calcificazioni nella mammografia si presentano come aree opache e possono ostacolare l’esame e indurre ad errori diagnostici. In casi molto rari le lamine di calcio possono giungere a perforare l’impianto.
  • Lesioni della pelle causate dalla pressione dell’impianto, soprattutto se la pelle di copertura è molto fragile. È un problema poco frequente e ancora più raro negli impianti sottopettorali.
  • Le protesi con soluzione salina possono diventare porose e perdere liquido. Questo difetto era più frequente nel passato, con le protesi attuali il rischio è poco frequente. I migliori marchi di fabbrica garantiscono una durata delle protesi da dieci a quindici anni. La rottura di una protesi con soluzione salina si accompagna ad una rapida diminuzione di volume del seno. Nel caso si verifichi è necessario sostituire l’impianto e ripristinare il volume del seno.
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    Le protesi con soluzione salina possono diventare porose e perdere liquido

    Le protesi possono andare incontro a dislocazione dalla posizione originaria e produrre una deformazione della mammella, con o senza asimmetria. Si può verificare una dislocazione nelle prime settimane e la situazione più comune è uno spostamento della protesi verso l’alto (anche se può spostarsi in altre direzioni). Questo tipo di complicazione può essere prevenuta con massaggi eseguiti in modo corretto. Le dislocazioni tardive sono molto rare.

  • In alcune circostanze si possono formare strutture a forma di corda che vanno dal solco sottomammario verso l’addome; la causa è l’infiammazione delle vene di quest’area. Questa reazione, nota come sindrome di Mondor è normalmente curabile e sparisce senza lasciare segno.

Il silicone presente nelle protesi mammarie può provocare il cancro?

Le protesi al silicone vengono utilizzate già dagli anni 60. Da allora fino ad oggi sono state condotte diverse ricerche sull’argomento, giungendo a questa conclusione: non esistono prove scientifiche che possano mettere in relazione l’uso delle protesi con il cancro al seno.

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Non esistono prove scientifiche che possano mettere in relazione l’uso delle protesi con il cancro al seno

Inoltre, dopo un intervento di rimozione del seno a seguito di un cancro, la ricostruzione viene effettuata ricorrendo alle protesi mammarie, per permettere alla donna di mantenere la silhouette del seno. È altrettanto importante ricordare che una protesi al seno non elimina il rischio di cancro. Statisticamente il rischio di contrarre un tumore mammario è lo stesso con o senza protesi; come abbiamo detto, non esistono dati che mettono in relazione l’insorgere del cancro con l’uso di questo tipo di silicone.

    Sono numerosi i modelli di protesi che sono stati impiegati per oltre venticinque anni, senza che li si potesse associare a patologie come il tumore o le malattie autoimmuni. Tuttavia, alle donne che soffrono di malattie immunitarie gravi, viene sempre consigliato di non sottoporsi a questo tipo di intervento, che presenta per loro alcuni rischi.

    Statisticamente il rischio di contrarre un tumore mammario è lo stesso con o senza protesi.

    La mammografia è certamente agevolata da una posizione dell’impianto sottomuscolo, che rende possibile una buona visualizzazione della mammella e una migliore individuazione delle anomalie.

    A settembre del 1997 l’Istituto Nazionale dei Tumori degli Stati Uniti ha concluso, a seguito di uno studio esteso, che per le donne con protesi mammarie non esiste una maggiore incidenza di tumore al seno rispetto al resto della popolazione femminile.

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    È importante ricordare che una protesi al seno non elimina il rischio di cancro

    Molte persone si chiedono se le protesi mammarie possano ostacolare una diagnosi precoce di tumore; in genere l’impianto non ostacola la palpazione o l’esplorazione del seno che ogni donna deve eseguire regolarmente. Si possono individuare senza problema le variazioni nella consistenza del seno perché la ghiandola mammaria viene a trovarsi sopra l’impianto. È possibile avvertire la ghiandola mammaria contro la resistenza offerta dalla protesi e nella mammografia si può perfettamente osservare l’impianto ed eventuali anomalie nelle ghiandole.

    Le protesi con gel di silicone sono meno trasparenti rispetto alle protesi con soluzione fisiologica, quindi la paziente dovrà comunicare preventivamente al radiologo che tipo di protesi indossa, affinché si possa regolare l’esposizione e adottare la tecnica migliore per ottenere una visione pulita.

    Sono numerosi i modelli di protesi che sono stati impiegati per oltre venticinque anni, senza che li si potesse associare a patologie come il tumore o le malattie autoimmuni.

    Le donne che portano protesi mammarie sono sempre un po’ più attente al proprio seno rispetto a chi non le porta e questo è un fattore importantissimo che consente loro di individuare tempestivamente eventuali variazioni o anomalie. Questo atteggiamento aiuta certamente una diagnosi precoce di cancro al seno.

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    Le donne che portano protesi mammarie sono sempre un po’ più attente al proprio seno

    Se in famiglia esistono antecedenti di tumore al seno, l’impianto di una protesi non presenta nessuna controindicazione; a maggior ragione, vista la storia clinica familiare, saranno indispensabili controlli di routine.

    Molti medici concordano con la tesi che gli impianti non sono collegabili all’insorgere di tumori o di malattie autoimmuni. Finora gli studi hanno dimostrato che le donne con protesi mammarie hanno meno probabilità di soffrire di tumore al seno; questo non si deve ad un’azione delle protesi stesse, ma al fatto che prima di collocarle si eseguono analisi approfondite della mammella allo scopo di verificare che tutto sia ben predisposto e che il seno sia sano, e ad un continuo monitoraggio dopo l’intervento. Grazie al controllo costante e scrupoloso si riescono a individuare subito possibili alterazioni del seno.

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