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Come e dove vengono posizionate le protesi mammarie?


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

Prima di parlare del posizionamento delle protesi mammarie descriviamo le vie d’accesso, ovvero il punto in cui verrà realizzata una piccola incisione nella pelle che permetterà l’introduzione della protesi. Al momento attuale esistono tre vie d’accesso e come sempre ognuna di esse presenta pro e contro.

Vie d’accesso

Incisione periareolare

posizionamento protesi mammarie

Al momento attuale esistono tre vie d’accesso

Il chirurgo plastico pratica una piccola incisione nel bordo inferiore del areola del seno. Per mezzo di tale incisione si attraversa il tessuto mammario fino al piano in cui si desidera posizionare la protesi. L’incisione periareolare ha il vantaggio di lasciare una cicatrice poco visibile perché situata nella zona di passaggio tra la pelle più chiara del seno e quella più scura dell’areola, mascherandosi molto meglio. La cicatrice diventa quasi invisibile dopo circa tre mesi e nel caso in cui resti un po’ biancastra si può pigmentare.

Questa via d’accesso consente inoltre una visione diretta della cavità e permette di eseguire la coagulazione dei piccoli vasi sanguigni aperti, riducendo al minimo la possibilità di successiva contrattura capsulare. Tuttavia, questa metodica è sconsigliata alle pazienti che vogliano in futuro allattare al seno.

L’incisione periareolare ha il vantaggio di lasciare una cicatrice poco visibile.

Incisione ascellare

Si tratta di un’incisione più complessa, si può definire come “cieca” dal momento che viene praticata nel cavo ascellare, lontano dalla mammella. Da questo punto il chirurgo dovrà far scendere la protesi fino al solco mammario. Tra gli svantaggi ricordiamo l’impossibilità di introdurre una protesi di tipo anatomico.

Incisione sottomammaria

posizionamento protesi mammarie

L’incisione periareolare è sconsigliata alle pazienti che vogliano in futuro allattare al seno

Per poter accedere al piano in cui verrà sistemata la protesi, viene praticata un’incisione di circa quattro centimetri nel solco sottomammario. La cicatrice risulta più evidente, ma ha il vantaggio di lasciare intatto il tessuto ghiandolare in quanto il chirurgo è in grado di raggiungere direttamente il muscolo pettorale. Questo rende l’incisione sottomammaria ideale per le donne che pensano di allattare in futuro.

    Uno degli svantaggi: questo tipo di incisione non è consigliabile quando il polo inferiore della mammella è corto. In questo caso per ottenere una migliore curvatura inferiore del seno è necessario abbassarsi di alcuni centimetri rendendo l’incisione più visibile.

    L’incisione sottomammaria è ideale per le donne che pensano di allattare in futuro.

    Dove si colloca la protesi mammaria?

    posizionamento delle protesi mammarie

    È il chirurgo plastico a decidere l’opzione ideale, in funzione delle caratteristiche anatomiche del seno

    Prima di analizzare il posizionamento dell’impianto è necessario ricordare che, secondo gli specialisti, si tratta di una decisione che segue un criterio estetico. È il chirurgo plastico a decidere l’opzione ideale, in funzione delle caratteristiche anatomiche del seno e del corpo della paziente.

    Alcuni chirurghi preferiscono collocare le protesi mammarie sotto il muscolo grande pettorale (piano sottomuscolare) poiché in questo modo si ottiene un seno dall’aspetto più naturale. Inoltre, questa posizione riduce il rischio di contrattura capsulare e facilita la visualizzazione della ghiandola mammaria quando viene eseguita la mammografia. Esistono, tuttavia altri tre piani di posizionamento dell’impianto, che descriviamo qui di seguito.

    Sottoghiandolare

    posizionamento delle protesi mammarie

    Si sceglie il piano sottoghiandolare quando si interviene su seni tubolari di una certa grandezza

    Si sceglie questo piano quando si interviene su seni tubolari di una certa grandezza. Su questo tipo di seno, infatti, occorre realizzare incisioni radiali nel tessuto ghiandolare per espandere la mammella, fare in modo che si apra e assuma una forma abbastanza ampia da coprire la protesi. È un tipo di posizionamento usato anche negli interventi di mastopessi con protesi: in questo tipo di pazienti il tessuto mammario è sufficiente a coprire la protesi senza dare problemi di palpabilità o visibilità.

    Recentemente è stato constatato che per le donne sportive con adeguata copertura cutanea è possibile ricorrere a posizionamento della protesi davanti al muscolo pettorale, con casi di contrattura capsulare simili a quelli che si verificano con il posizionamento retropettorale. Questo posizionamento permette di ottenere un effetto estetico più vicino al seno ideale tuttavia, il rischio di contrattura capsulare risulta appunto maggiore.

    Per le donne sportive con adeguata copertura cutanea è possibile ricorrere a posizionamento della protesi davanti al muscolo pettorale.

    VANTAGGI

    • Tra i vantaggi offerti dal posizionamento sottoghiandolare ricordiamo una minore mobilità delle protesi durante l’attività fisica o sportiva, dal momento che non vi è contatto diretto con il muscolo (contrazione muscolare).
    • Il risultato postoperatorio è più soddisfacente rispetto all’inserimento della protesi sotto muscolare perché il tempo di recupero e di cicatrizzazione è, in genere, più breve.
    • Nei primi tre – cinque giorni che seguono l’intervento viene percepito meno dolore, dal momento che non si è realizzata una manipolazione del muscolo. Il poco dolore percepito può essere controllato mediante assunzione di analgesici prescritti dal medico.
    • L’edema post operatorio è minore, fatto che rende il recupero più veloce.

    SVANTAGGI

    • Esiste una maggiore possibilità che si verifichi una contrattura capsulare, a differenza delle pazienti con protesi sottomuscolari.
    • Nel corso degli anni il seno può andare incontro a maggiore caduta a causa del proprio peso o della flaccidità della pelle, dal momento che non vi è alcun sostegno.
    • La mammografia è leggermente meno precisa rispetto ai casi di inserimento sotto muscolare. Questo aspetto dovrebbe essere preso in considerazione quando la paziente ha una storia familiare di cancro al seno.

    Sottofasciale

    posizionamento protesi mammarie

    Non si può affermare che una tecnica sia migliore dell’altra; per ogni singolo caso occorre prendere in considerazione i pro e i contro delle modalità di inserimento e scegliere la più indicata

    La protesi viene inserita al di sotto della cosiddetta fascia, il sottile tessuto che ricopre il muscolo grande pettorale. La protesi si viene a trovare dietro la ghiandola mammaria appoggiata sul muscolo pettorale e rivestita dalla fascia. Si tratta di uno dei piani preferiti dai chirurghi plastici, a condizione che vi sia sufficiente tessuto a livello sottocutaneo (2 cm di tessuto), utile a coprire il polo superiore della protesi.

    Questa tecnica viene generalmente eseguita quando si scelgono protesi anatomiche o a forma di goccia. Se la scelta ricade su una protesi rotonda è consigliato un inserimento sottomuscolare, a meno che la paziente abbia abbastanza seno e il suo obiettivo sia aumentare il seno di una o due taglie. Per le pazienti sportive, che amano il fitness, il nuoto o l’arrampicata è la modalità di inserimento più indicata. In questo caso il rischio di contrattura capsulare è minore. È sempre fondamentale la più completa asepsi in sala operatoria, una tecnica precisa e meno traumatica possibile e la coagulazione minuziosa dei vasi sanguigni.

    Il sottofasciale è uno dei piani preferiti dai chirurghi plastici, a condizione che vi sia sufficiente tessuto a livello sottocutaneo (2 cm di tessuto), utile a coprire il polo superiore della protesi.

    Questo tipo di tecnica non differisce molto dal posizionamento sottoghiandolare, considerato che lo spessore della fascia è minimo. Questa, quindi non dà un grosso contributo di volume quando si tratta di sostenere il peso delle protesi mammarie. Pertanto, non si può affermare che una tecnica sia migliore dell’altra; per ogni singolo caso occorre prendere in considerazione i pro e i contro delle modalità di inserimento e scegliere la più indicata.

    Sottomuscolare

    posizionamento protesi mammarie

    Si decide di collocare la protesi sotto muscolo in quelle pazienti magre, con seno piccolo o la pelle tesa, al fine di ottenere un effetto naturale

    Si decide di collocare la protesi sotto muscolo in quelle pazienti magre, con seno piccolo o la pelle tesa, al fine di ottenere un effetto naturale. In questi casi, il chirurgo plastico consiglierà l’uso di protesi anatomiche, in quanto la paziente non possiede sufficiente tessuto mammario sottocutaneo per una completa copertura.

    Attualmente, vi è la convinzione che se posizionate a livello sottomuscolare, le protesi siano più stabili; in realtà non è così, dal momento che il muscolo grande pettorale viene inciso nel bordo inferiore per coprire solo il terzo superiore della protesi, per evitare che si noti. Viene realizzato il cosiddetto “dual plane”, tecnica mista in cui la protesi resta coperta dal muscolo nel suo polo superiore e dal tessuto mammario nel polo inferiore.

    VANTAGGI

    • Il seno con questo tipo di impianto è quasi indistinguibile da un seno naturale, grazie al fatto che la protesi dispone di uno strato muscolare di copertura e resta più nascosta.
    • Diminuisce il rischio di contrattura capsulare, separa la protesi dalla ghiandola e nelle pazienti con pannicolo adiposo scarso dona un seno più naturale, evitando forme eccessivamente rotonde o antiestetiche.

    SVANTAGGI

    • Il dolore post-operatorio è, in genere, maggiore considerato che viene sollevato il muscolo pettorale; inoltre la presenza della protesi produce una maggiore tensione del muscolo stesso.
    • Il seno richiede più tempo prima di assumere una forma naturale, dovuto al fatto che il muscolo deve cedere.
    • Questo posizionamento non è consigliabile alle pazienti con muscoli pettorali sviluppati o che facciano molto sforzo con le braccia; durante la contrazione muscolare si può notare un fenomeno di appiattimento e di spostamento della protesi verso l’alto o verso l’esterno, con un effetto piuttosto antiestetico.

    Affidarvi a un buon chirurgo plastico è la chiave per ottenere i migliori risultati.

    Intramusculare

    La protesi viene collocata sotto la fascia – il sottile rivestimento del muscolo grande pettorale – per far sì che il bordo superiore della protesi non resti visibile attraverso la pelle, anche nelle pazienti magre.

    Possibili rischi comuni

    posizionamento delle protesi mammarie

    Alcuni rischi sono comuni a tutti i posizionamenti protesici

    Occorre considerare che alcuni rischi sono comuni a tutti i posizionamenti protesici. Tra questi la possibilità di rigetto della protesi, la formazione di cicatrici cheloidi, ematomi, sieromi, la parziale perdita di sensibilità sul capezzolo e le possibili conseguenze di un trattamento poco accurato delle cicatrici in fase post-operatoria.

    È quindi fondamentale, a prescindere dal tipo di posizionamento dell’impianto, che la paziente segua scrupolosamente le indicazioni fornite dal chirurgo, per evitare qualsiasi complicazione post-intervento.

    Non dimenticate che un buon risultato finale si ottiene grazie ai consigli e all’intervento di mani esperte. Affidarvi a un buon chirurgo plastico è la chiave per ottenere i migliori risultati.

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