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Periodo di malattia dopo la chirurgia di aumento del seno


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

Una domanda abituale che si fanno quelle donne che decidono di compiere il passo per aumentare il proprio seno, è relativa al loro lavoro e alla possibilità di ottenere un periodo di malattia. In relazione a questo problema è interessante sapere le cose seguenti:

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La paziente ha bisogno di un periodo di riposo dopo l’intervento

  • Bisogna aver chiaro che la chirurgia estetica continua ad essere un “intervento chirurgico”. La paziente che si opera con l’intenzione di aumentare i propri seni entra nella sala operatoria in buona salute, con l’obiettivo di migliorare il suo aspetto fisico, e se ne esce fuori con i suoi obiettivi soddisfatti, la sua salute rimane influenzata come conseguenza dell’intervento chirurgico, avendo bisogno di un periodo di riposo in modo che i suoi tessuti si recuperino con normalità e con l’obiettivo di evitare complicazioni.
  • Il congedo per malattia o “inabilità temporanea” deve supporre che il lavoratore non è temporaneamente in grado di svolgere un lavoro normale a causa di malattia o infortunio. Secondo quanto sopra indicato, una donna che si opera al fine di aumentare i suoi seni volontariamente e senza avere problemi di salute, è comprensibile che veda la sua salute compromessa durante il periodo post-operatorio. Così, il medico di base certificherà una situazione di inabilità temporanea, nella quale verrà riconosciuto il diritto alla sospensione del contratto di lavoro, anche se con mantenimento della sua posizione e la possibilità di reintegrarsi nelle stesse condizioni anteriori all’intervento.

In tale periodo di congedo lavorativo, non vi è alcun obbligo di lavorare, né il datore di lavoro è obbligato a pagare (a meno che il contratto collettivo non disponga diversamente), dal momento che il rapporto di lavoro è sospeso. A questo punto è quando ci si chiede, chi mi pagherà durante il periodo della sospensione? Dal momento in cui si passa al periodo di malattia, la persona passa sotto la tutela della Previdenza Sociale o Assicurazione Nazionale degli infortuni sul lavoro. La questione è se ci si può rifiutare di pagare durante questo periodo.

Se si decide di sottoporsi a un intervento di aumento del seno, è possibile consultare il team di chirurghi plastici di BonoMedico che risponderà a tutte le domande che possono sorgere su questa o qualsiasi altra questione.

Essendo un intervento medicamente inutile e senza cause patologiche, anche se la normativa non è chiara a questo proposito, la  giurisprudenza ha delineato il criterio da seguire. In questo senso i tribunali di giustizia considerano che non vi è diritto a ricevere un sussidio a causa di un’invalidità temporanea, se non c’è malattia o disturbo che richieda un’assistenza sanitaria pubblica.

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La paziente di aumento del seno ha bisogno di un periodo di riposo in modo che i suoi tessuti si recuperino con normalità e per evitare complicazioni.

Per il nostro Tribunale Supremo l’idea da trasmettere è chiara: se il sistema sanitario pubblico non copre questo tipo di interventi, non dovrebbe coprire neanche i costi dei processi di recupero, che possono dar luogo a situazioni di assenza per malattia, ma non al percepimento di un sussidio economico a compensazione del tempo non lavorato.

Concretamente, la Corte Suprema dice: “la convalescenza posteriore all’intervento di chirurgia estetica può giustificare il periodo di malattia, nei limiti in cui la lavoratrice si trova impossibilitata a reintegrarsi al lavoro fino a quando non trascorrino alcuni giorni dall’operazione, ma non si genera con ciò il diritto a percepire il sussidio economico di incapacità temporale”. Infine, se si decide di sottoporsi a un intervento di aumento del seno, è possibile consultare il team di chirurghi plastici di BonoMedico che risponderà a tutte le domande che possono sorgere su questa o qualsiasi altra questione.

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