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Mastoplastica additiva a Trieste


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

La convalescenza dopo un intervento di mastoplastica additiva a Trieste

Le donne che sognano di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva a Trieste, detto anche aumento del seno, spesso hanno timore della fase postoperatoria o di recupero; si chiedono se la convalescenza sarà difficile da affrontare e se potranno riprendere le normali attività che svolgevano prima dell’intervento.

mastoplastica additiva a Trieste

Ingrandire il seno, come qualunque altra operazione chirurgica, non è del tutto esente da rischio e da un po’ di dolore

Ingrandire il seno, come qualunque altra operazione chirurgica, non è del tutto esente da rischio e da un po’ di dolore. Il dolore, in ogni caso, può essere alleviato con gli analgesici; inoltre, con le dovute precauzioni si evitano possibili complicanze durante la convalescenza. A tal fine il medico prescrive farmaci antibiotici per prevenire le infezioni e farmaci antinfiammatori per ridurre il gonfiore.

Il risultato di una mastoplastica additiva è immediato: il cambiamento si nota già subito dopo l’operazione. I chirurghi plastici, tuttavia, consigliano di aspettare qualche mese prima di pensare al risultato definitivo.

La maggior parte delle operazioni di mastoplastica additiva a Trieste si svolge in maniera ambulatoriale, cioè la paziente subito dopo l’intervento ritorna a casa propria; diversamente, le pazienti operate sotto anestesia totale restano in ospedale sotto osservazione per una notte, per dare modo all’equipe medica di controllare il decorso dell’anestesia.

Si consiglia alla paziente di stare a riposo durante i primi tre/quattro giorni che seguono l’operazione. La paziente esce dalla sala operatoria con una fasciatura compressiva e tubicini di drenaggio che permettono la fuoriuscita del siero formatosi all’interno della mammella dopo l’operazione.

La maggior parte delle operazioni di mastoplastica additiva a Trieste si svolge in maniera ambulatoriale.

    Trascorsi questi tre/quattro giorni, di solito si possono riprendere le attività quotidiane, guidare e perfino ritornare al lavoro.

    A quel punto la fasciatura compressiva per il seno sarà sostituita da un reggiseno di tipo sportivo, da indossare giorno e notte.

    Che cos’è la fasciatura o guaina compressiva?

    Come abbiamo accennato, nei primi tre giorni dopo l’intervento viene applicata una fasciatura compressiva. In alcuni casi il medico non prescrive l’uso del reggiseno, ma di una fascia compressiva. Si utilizza generalmente quando si desidera facilitare la discesa di una protesi rimasta un po’ alta. È più comune che venga prescritta quando l’inserimento della protesi avviene per via ascellare.

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    La fasciatura si porta solo durante i primi tre giorni; solo eccezionalmente viene lasciata per più tempo

    La fasciatura si porta solo durante i primi tre giorni; solo eccezionalmente viene lasciata per più tempo, dal momento che le mammelle, in linea di massima, scendono in modo naturale e senza necessità di ulteriore compressione. In ogni caso, l’utilizzo della fascia deve essere indicato esclusivamente dal chirurgo; contrariamente, un impiego sbagliato potrebbe avere effetti più negativi che positivi sul risultato finale.

    Nei primi tre giorni dopo l’intervento di mastoplastica additiva a Trieste viene applicata una fasciatura compressiva.

    Il reggiseno più adatto dopo l’intervento di mastoplastica additiva a Trieste

    mastoplastica additiva a Trieste

    Una delle domande più frequenti riguarda il tipo di reggiseno da usare dopo l’intervento di mastoplastica additiva a Trieste

    Una delle domande più frequenti che si pongono le donne interessate ad ingrandire il proprio seno riguarda il tipo di reggiseno da usare dopo l’intervento di mastoplastica additiva a Trieste. Dopo aver portato per tre giorni la fasciatura compressiva, deve essere lo stesso chirurgo o la sua equipe a togliere il bendaggio. Il chirurgo stabilirà se la paziente può cominciare a indossare il reggiseno o se deve continuare con la fascia compressiva.

    Se il medico consiglia di passare al reggiseno, è molto importante che la paziente scelga il modello più adatto di reggiseno post-intervento; una scelta corretta aiuta a ridurre il dolore post-operatorio e permette un recupero più veloce.

    Il reggiseno ideale da indossare dopo un intervento di mastoplastica additiva a Trieste deve soddisfare le seguenti caratteristiche:

    1. Comodità: deve essere il più comodo possibile visto che la zona interessata è molto sensibile e probabilmente dolorante.
    2. Sostegno e sicurezza: il reggiseno deve sostenere e contenere bene per prevenire movimenti eccessivi del seno.
    3. La maggior parte dei chirurghi plastici consigliano, in prima battuta, reggiseni di tipo sportivo senza ferretti. In base all’evoluzione cicatriziale della paziente si potrà successivamente valutare un cambio di modello.
    4. mastoplastica additiva a Trieste

      In genere, in un intervento di aumento del seno a Trieste viene modificata l’altezza del solco sottomammario situato sotto il seno, abbassandola

      Reggiseno sportivo: il medico sceglie il modello di reggiseno più adatto, valutando la risposta del seno e la formazione delle capsule. Ad esempio, se la capsula che si forma in seguito all’intervento è molto sottile si consiglia alla paziente un reggiseno sportivo. Al contrario, se la capsula è molto spessa, sarà meglio lasciar perdere il reggiseno e indossare una fascia che comprima la parte superiore del seno.

    5. Materiale elastico e morbido: il reggiseno non deve avere cuciture e deve avere bretelle regolabili che permettono di adattarsi alla forma del busto e del seno.
    6. Quando la paziente sceglie la taglia del reggiseno deve considerare la circonferenza del busto e il tipo di coppa. Da qui l’importanza di acquistare il reggiseno prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva; in questo modo la paziente potrà indossarlo non appena il medico abbia tolto la fasciatura o subito dopo l’intervento, secondo quanto accordato con il chirurgo. Il reggiseno non deve avere ferretti o cuciture rigide.
    7. Nel postoperatorio di un’operazione con inserimento di protesi, trascorsi tre giorni con la fasciatura compressiva, viene di solito consigliato di indossare un reggiseno sportivo, giorno e notte e almeno per un mese.
    8. Il reggiseno, oltre a fornire sostegno, deve garantire una pressione leggera e costante che aiuterà a diminuire l’edema o l’infiammazione del seno. Nel caso in cui la paziente continui ad avvertire un senso di fastidio o se il seno ha la tendenza a gonfiare, continuerà a indossare il reggiseno 24 ore al giorno. Trascorso un mese dall’intervento, la paziente può cominciare a dormire senza reggiseno, sempre che il cambiamento non risulti fastidioso.

    Perché il reggiseno non deve avere i ferretti?

    In genere, in un intervento di mastoplastica additiva a Trieste viene modificata l’altezza del solco sottomammario situato sotto il seno, abbassandola. Un reggiseno con ferretti andrebbe a premere il nuovo solco sottomammario ancora in fase di cicatrizzazione. Per questo motivo indossare un reggiseno con ferretti nelle prime quattro settimane dopo la mastoplastica può ostacolare la corretta cicatrizzazione del nuovo solco, motivo per cui il chirurgo vi sconsiglierà un modello di questo tipo.

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    Il reggiseno con ferretto non deve essere indossato per almeno due mesi dopo l’intervento

    In breve, il reggiseno con ferretto non deve essere indossato per almeno due mesi dopo l’intervento o meglio non si consiglia di indossarlo fino a quando il seno non sia del tutto cicatrizzato internamente. Una volta terminata la cicatrizzazione, la paziente sarà libera di indossare reggiseni con ferretto, push-up, Wonderbra, etc.

    Quando potrò riprendere a fare sport dopo la mastoplastica additiva?

    Un’altra domanda frequente di chi desidera sottoporsi a questo tipo di intervento è se potrà, in seguito, praticare sport.

    Le nuove generazioni sono sempre più consapevoli di quanto sia importante fare esercizio in modo regolare, non solo per ottenere un corpo più snello, ma per la volontà di seguire uno stile di vita sano.

    Indipendentemente dal tipo di protesi, dalla via d’accesso o dal posizionamento utilizzati, non è consigliabile fare nessun tipo di esercizio fisico, moderato o intenso che sia, nei primi 15/20 giorni dopo l’intervento di aumento del seno. Dopo un mese, si potrà concordare con il medico quale tipo di attività sportiva sia possibile praticare e con quale frequenza.

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    Il periodo di riposo postoperatorio deve essere osservato rigorosamente

    Per fare in modo che l’operazione abbia completo successo e per il benessere della paziente, quest’ultima deve capire che il periodo di riposo postoperatorio deve essere osservato rigorosamente e nelle modalità specificate dal chirurgo plastico. Quando non si seguono le indicazioni del medico è molto probabile che si vada incontro a complicanze come il sieroma (o accumulo di liquido sieroso), sanguinamento postoperatorio, infezione, gonfiore ghiandolare, dolore intenso o spostamento delle protesi.

    Solitamente, trascorso un mese dopo l’intervento, l’incisione praticata sul seno si è cicatrizzata, il dolore è scomparso e il gonfiore è diminuito drasticamente; la paziente può riprendere a praticare sport in modo graduale. Si può cominciare con esercizi con la cyclette o l’ellittica, camminata, yoga, pilates.

    Un discorso a parte sono le attività all’aria aperta per cui si dovrà aspettare un po’ di più. Dopo un intervento di aumento del seno, infatti, occorre evitare di esporsi direttamente al sole per almeno due/tre mesi.

    Non è consigliabile fare nessun tipo di esercizio fisico, moderato o intenso che sia, nei primi 15/20 giorni dopo l’intervento di mastoplastica additiva a Trieste.

    mastoplastica additiva a Trieste

    Nella maggior parte dei casi, trascorsi 60 giorni dalla mastoplastica additiva, si può ritornare alle attività normali

    È fondamentale che la paziente eviti di svolgere attività fisiche che comportino saltelli (running, step, equitazione, spinning, etc) almeno nei primi tre mesi che seguono la mastoplastica additiva a Trieste. Questo tipo di attività potrebbe facilitare l’adesione dell’impianto alla capsula che il corpo crea intorno alla protesi, provocando una precoce contrattura capsulare.

    Nella maggior parte dei casi, trascorsi 60 giorni dalla mastoplastica additiva, si può ritornare alle attività normali, compresi corsa, nuoto, saltelli, aerobica, equitazione e molto altro.

    Allattamento al seno dopo la mastoplastica additiva a Trieste

    Molte donne che vorrebbero ingrandire il proprio seno temono che con questo tipo di intervento, anche dopo aver superato il periodo di convalescenza, si perda la possibilità di allattare. Alcune donne cominciano a valutare la possibilità di una mastoplastica additiva dopo che una o più gravidanze hanno lasciato un seno più svuotato o leggermente flaccido. In effetti, l’intervento di aumento del seno con inserimento di protesi può migliorarne certamente la linea. Tuttavia, una questione di grande importanza per la donna, è capire se l’operazione possa impedire in futuro di allattare il proprio bimbo.

    Aumento del seno a Trieste

    Il chirurgo che si prepara a realizzare una mastoplastica additiva deve prestare particolare attenzione a non danneggiare i nervi, le ghiandole mammarie e i dotti galattofori

    Per rispondere a questa domanda nel migliore dei modi è necessario descrivere le tecniche chirurgiche disponibili al momento, poiché in base alla tecnica scelta si possono avere conseguenze diverse sull’allattamento.

    • Posizionamento della protesi mammaria: l’impianto può essere collocato in punti diversi del seno: dietro la ghiandola mammaria ma davanti al muscolo pettorale oppure dietro al muscolo pettorale. La decisione spetta al medico, dopo aver valutato le caratteristiche anatomiche della paziente, il modello e il volume delle protesi.
    • Modalità di inserimento delle protesi: esistono diverse vie d’accesso o modi per introdurre le protesi mammarie. Una di queste ne prevede l’inserimento attraverso un’incisione o taglio praticato sull’areola del seno o sul solco sottomammario. La cicatrice residua dopo l’operazione è quasi del tutto invisibile. È di grande importanza che la protesi che si andrà ad inserire sia la più adatta per la paziente, in armonia con la struttura del seno e con l’ampiezza del torace. In linea di massima, dopo l’intervento nulla impedisce alla donna di allattare, dal momento che con le attuali tecniche chirurgiche non si va a danneggiare il tessuto ghiandolare.

    La protesi può essere collocata sotto il muscolo pettorale e la cicatrice situata sul solco sottomammario in modo da non causare danni al capezzolo. Possono invece sorgere complicazioni quando l’impianto viene inserito attraverso l’areola del seno e alloggiato dietro la ghiandola mammaria; questa modalità potrebbe lasciare una piccola cicatrice interna che per quanto non precluda l’allattamento, può renderlo più complicato a causa del danno provocato ai dotti. Il chirurgo che si prepara a realizzare una mastoplastica additiva deve prestare particolare attenzione a non danneggiare i nervi, le ghiandole mammarie e i dotti galattofori.

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