BonoMedico ItaliaMastoplastica additivaMastoplastica additiva a Brescia

Mastoplastica additiva a Brescia


Commento
Pubblicato in Mastoplastica additiva

Quando sottoporsi ad un intervento di mastoplastica additiva a Brescia?

La chirurgia di mastoplastica additiva a Brescia è un’operazione, con una lunga tradizione, il cui scopo principale è quello di modificare le dimensioni e la forma del seno femminile. Nella maggior parte dei casi, consiste nella collocazione di una protesi al di sotto della ghiandola mammaria o al di sotto del muscolo gran pettorale, con l’obiettivo di aumentare il volume del seno. Ciononostante, la ipoplasia mammaria (o come si dice comunemente, il fatto di avere seni piccoli) non è l’unico difetto che può essere corretto attraverso quest’operazione, giacché essa può servire anche per risolvere problemi di asimmetria o ptosi mammaria (seni cadenti). Allo stesso modo, questo intervento chirurgico è indicato nei casi di amastia, ovvero quando la donna soffre di un’assenza congenita di seno, o quando tale mancanza è imputabile ad un traumatismo od una mastectomia, come nei casi di cancro al seno per esempio.

La chirurgia di mastoplastica additiva a Brescia è un’operazione il cui scopo principale è quello di modificare le dimensioni e la forma del seno femminile.

Ad ogni modo, non è corretto definire un intervento di aumento del seno a Brescia come un’operazione meramente estetica, dato che i suoi benefici vanno ben oltre l’ambito fisico e dato che comporta un miglioramento anche nel fattore psicologico della donna, in particolar modo relativamente alla sua autostima, e pertanto si ripercuote positivamente sulle relazioni sociali e quelle di coppia.

mastoplastica additiva a Brescia

I benefici di quest’operazione di mastoplastica additiva a Brescia vanno ben oltre l’ambito fisico e dato che comporta un miglioramento anche nel fattore psicologico della donna

Tipi di protesi e come sceglierli

Gli impianti protesici mammari si possono classificare con diversi criteri. Vediamo ora in dettaglio alcuni di essi:

  • Dimensioni o volume: in questo campo esistono svariate opzioni, partendo del presupposto che gli impianti che si collocano normalmente nell’intervento di mastoplastica additiva a Brescia possono misurare tra 125cc e 450cc (nonostante sia possibile spingersi ben più in là, fino a 850cc), ragion per cui è complicato scegliere in maniera appropriata la grandezza delle protesi. La paziente deve lasciarsi guidare in tal senso dal chirurgo plastico, colui che deve analizzarne l’anatomia del seno per decidere quali siano le dimensioni più appropriate, cercando di rispettare l’equilibrio naturale ed armonioso con il resto del corpo.

    mastoplastica additiva a Brescia

    Esistono due tipi di protesi del seno, per ciò che riguarda la forma: protesi mammarie anatomiche e rotonde.

  • Forma: al giorno d’oggi esistono due tipi di protesi del seno, per ciò che riguarda la forma. Si tratta delle protesi mammarie anatomiche e di quelle rotonde. Gli impianti protesici anatomici hanno forma di goccia d’acqua o lacrima. Esistono un’infinità di forme distinte, atte a soddisfare ogni genere di necessità anatomiche, quindi abbiamo protesi a base più larga, o con una forma più ovale, così come differenti tipi di profili, da quelli più accentuati a quelli più piatti. Per contro, come indica il loro nome, le protesi mammarie rotonde possiedono una base con forma circolare. A seconda del profilo, tali impianti possono avere forma semisferica (con un profilo quindi più accentuato) o forma ovale (oblunga)
  • Rivestimento esterno: la superficie della protesi può essere liscia o rugosa, spetta al chirurgo plastico decidere quale sarà il tipo di protesi più adeguata ad ogni paziente, dopo aver studiato le circostanze concrete e le particolarità di ciascun singolo caso. La decisione sarà condizionata da diversi elementi come la via di inserimento, il luogo in cui sarà posizionato l’impianto, la tipologia dello stesso, ecc. Ciononostante, al giorno d’oggi si tende maggiormente a scegliere protesi mammarie con superficie rugosa, dal momento che comportano un minor rischio di contrattura della capsula, di pieghe o rippling o di spostamento o rotazione della protesi.
  • Materiale: anche questo elemento è molto importante ed è una decisione che deve essere avallata anche dal chirurgo plastico. Attualmente, il ripieno o contenuto delle protesi mammarie è costituito principalmente da due materiali: gel di silicone altamente coesivo, oppure siero fisiologico (o soluzione salina).


Gli impianti mammari di gel coesivo di silicone presentano un grande vantaggio, nel senso che se si produce una piccola perforazione, il gel rimane all’interno della protesi e non si diffonde, né si estende verso altre zone del corpo, al contrario di ciò che accadeva con il vecchio tipo di protesi, ormai in disuso da parecchi anni. Le protesi di oggi possiedono una durata della vita media piuttosto elevata, ma passato un certo tempo bisognerà comunque sottoporsi a regolari visite mediche di controllo per verificare che si trovino ancora in buono stato. Conferiscono un risultato molto naturale al tocco. Sono molto resistenti ed il rischio di perforazione è minimo, pari allo 0,01% soltanto; inoltre non perdono la forma originale con il passare del tempo.

Al giorno d’oggi si tende maggiormente a scegliere protesi mammarie con superficie rugosa, dal momento che comportano un minor rischio di contrattura della capsula.

    aumento del seno a Brescia

    Le protesi di oggi possiedono una durata della vita media piuttosto elevata

    Di contro, le protesi di soluzione salina hanno il vantaggio di richiedere un’incisone più piccola per poter essere inserite, dato che si collocano vuote e vengono riempite solamente quando si trovano già all’interno del seno. Inoltre, è importante sottolineare che quando si produce una rottura della protesi esiste sì la possibilità di una perdita della soluzione salina e conseguente diffusione, ma questa sarà tranquillamente riassorbita dal corpo senza comportare quindi nessun tipo di rischio per la salute della donna. Tra gli svantaggi di questo tipo di protesi c’è quello di presentare un maggior tasso di rottura, di essere un po’ più dure al tatto e di produrre, in alcuni casi, una sensazione di calore o freddo nella zona in cui sono state posizionate.

    Durata e sicurezza delle protesi mammarie

    Durata indeterminata, controlli periodici

    Le protesi mammarie più in uso al giorno d’oggi per l’operazione di mastoplastica additiva a Brescia, quelle di gel di silicone altamente coesivo, riescono a durare per un tempo indeterminato e più lungo rispetto a quelle usate in precedenza. In passato, infatti, le protesi mammarie dovevano essere sostituite periodicamente a causa del loro alto rischio di rottura. Quelle di ultima generazione possono invece durare per tutta la vita. Ciò non implica che non sia necessario un monitoraggio o controllo periodico per verificare in quale stato si trovino, o che si possa produrre una perforazione che ne comporti la sostituzione.

    aumento del seno a Brescia

    Le protesi mammarie di ultima generazione possono durare per tutta la vita

    Ad ogni modo, è sempre più normale che le protesi mammarie durino per tutta la vita della paziente, e che non ci sia bisogno di sostituirle. Le protesi di soluzione salina (utilizzate sempre meno) comportano un maggior rischio di rottura, e dovranno invece essere sostituite dopo un certo tempo, sempre sotto la supervisione di un chirurgo plastico e nel momento in cui questi lo ritenga più opportuno.

    In altri casi, la sostituzione delle protesi si realizza per il semplice fatto che la paziente desidera nuovamente cambiare la misura del proprio seno, oppure perché ha subito forti cambiamenti di peso e desidera quindi una nuova, differente forma estetica.

    Sicurezza delle protesi di ultima generazione ed assenza dei rischi di rottura

    Nell’attualità, e grazie ai progressi tecnologici della medicina, si sono sviluppate delle protesi di ultima generazione che non solo hanno un aspetto più naturale, ma che sono anche più resistenti e implicano una minor probabilità di rottura. Per questi motivi sono considerate le più sicure per le pazienti. Sono lontani i tempi in cui le protesi di silicone liquido comportavano il rischio potenziale di rompersi e spargere il materiale all’interno dell’organismo, con conseguente pericolo per la salute. Questo tipo di protesi non è più utilizzato da tempo. Come indica infatti il loro nome, le moderne protesi al gel di silicone altamente coesivo hanno infatti una caratteristica, e cioè che il ripieno rimane coesivo, ovvero si mantiene sempre ben unito e compatto. Per cui, anche nel caso in cui si provochi una rottura, il materiale resterà al proprio posto, senza comportare alcun rischio per la paziente.

    È sempre più normale che le protesi mammarie durino per tutta la vita della paziente, e che non ci sia bisogno di sostituirle.

    Possiamo pertanto affermare che le protesi mammarie di ultima generazione, quelle che si utilizzano attualmente, non comportano alcun pericolo alla persona che le porta, dato che non presentano né rischi di fuga, né rischi relativi ai materiali di cui sono composte. Pertanto, è sconsigliabile cercare di ridurre i costi dell’aumento del seno utilizzando protesi mammarie di bassa qualità.

    È necessario smentire alcuni falsi pregiudizi a cui ancor oggi molte persone prestano ascolto, e sottolineare il fatto che avere una protesi al seno non incrementa assolutamente le possibilità di sviluppare il cancro alla mammella, né impedisce di rilevare un tumore al seno, né ostacola l’esecuzione di una mammografia (basta infatti semplicemente menzionare al radiologo che realizza l’esame il fatto che si portano delle protesi, e questi realizzerà la radiografia nel modo più adeguato, al fine di garantirne la validità).

    mastoplastica additiva a Brescia

    Le protesi mammarie di ultima generazione, quelle che si utilizzano attualmente per l’operazione di mastoplastica additiva a Brescia, non comportano alcun pericolo alla persona che le porta

    Altrettanto falsa è la credenza popolare secondo cui il petto tende di più a cascare dopo un intervento di mastoplastica additiva a Brescia, e ancor più falsa è quella secondo cui sussiste il pericolo che le protesi possano in qualche modo esplodere in determinate situazioni, come ad esempio durante i viaggi in aereo.

    Candidate ideali all’aumento del seno a Brescia

    Prima di potersi sottoporre ad una mastoplatica additiva a Brescia, la paziente deve aver sviluppato completamente il seno. L’età esatta in cui questo processo ha termine varia da caso a caso; ciononostante, si può affermare che detto sviluppo finisce approssimativamente tra i 17 ed i 20 anni d’età.

    Fino al raggiungimento di questo momento, si possono adottare alcune misure per aumentare il volume delle mammelle, come per esempio diete specifiche, massaggi od esercizi. Nonostante bisogna ricordare che l’efficacia di tali esercizi e misure è molto limitata e che l’unica soluzione definitiva e duratura per aumentare il seno è l’intervento chirurgico.

    Oltre a questo requisito fondamentale, la paziente dovrà anche effettuare tutti gli esami medici preoperatori richiesti dal medico, per confermare il proprio stato di buona salute e scongiurare qualsiasi futuro problema ai seni, così come per assicurarsi di non soffrire di alcuna malattia che possa provocare una reazione negativa all’anestesia. Tra gli esami da eseguire ricordiamo le analisi del sangue, radiografia del torace, elettrocardiogramma ed un checkup medico.

    Prima di potersi sottoporre ad una chirurgia aumentativa della mammella a Brescia, la paziente deve aver sviluppato completamente il seno.

    mastoplastica additiva a Brescia

    La paziente dovrà effettuare tutti gli esami medici preoperatori richiesti dal medico

    Inoltre, prima di operarsi dovrà diminuire il consumo di grassi e farina, e consumare più frutta e verdura, tutte abitudini che facilitano una miglior guarigione delle cicatrici. La paziente dovrà segnalare al medico qualsiasi medicamento che stia attualmente assumendo, dacché questi possono avere un effetto negativo sull’operazione. Infine, se la paziente ha più di 35 anni, dovrà necessariamente realizzare un’ecografia della mammella, in modo da individuare la presenza di eventuali cisti, tumori o qualsiasi altro genere di problema, soprattutto se la paziente ha precedenti di tumore alla mammella nella famiglia.

    Come si svolge l’operazione di mastoplastica additiva a Brescia?

    Tipi di anestesia

    A seconda del criterio dello specialista, l’intervento chirurgico di mastoplastica additiva a Brescia si potrà realizzare applicando un’anestesia locale con sedazione od una generale. In entrambi i casi, l’anestesia sarà somministrata da un anestesiologo: si tratta di un medico anestesista rianimatore specializzato, il cui compito è quello di vigilare, attraverso i propri strumenti e le proprie conoscenze, le condizioni di salute della paziente dall’inizio della fase operatoria fino alla fase di recupero nell’immediato periodo di convalescenza postoperatorio.

    Vie d’ingresso: periareolare, ascellare e sottomammaria

    Esistono tre possibili vie d’entrata o vie d’accesso in un intervento di chirurgia plastica di aumento del seno: areolare, ascellare o sottomammaria.

    mastoplastica additiva a Brescia

    Esistono tre possibili vie d’accesso in un intervento di aumento del seno a Brescia: areolare, ascellare o sottomammaria.

    • Via areolare: l’incisione si realizza nell’areola, che è quella superficie scura della pelle che attornia il capezzolo. L’incisione si effettua esattamente sulla linea di divisione tra la pelle chiara e quella scura, e la cicatrice derivante è quasi completamente impercettibile. Questa via d’ingresso può coprire parzialmente o totalmente la circonferenza dell’areola, a seconda del caso.
    • Via ascellare: questa via si applica solamente alle donne che non possiedano alcun tipo di ptosi, e si utilizza come punto d’entrata la piega più profonda dell’ascella, di modo che la cicatrice rimane completamente nascosta. Oggigiorno si utilizza sempre meno.
    • Via sottomammaria: alcuni medici preferiscono usare il solco che si forma sotto al seno come via d’inserimento delle protesi, dato che si tratta della tecnica più semplice e che fornisce ottimi risultati; la cicatrice si occulta nella piega sottomammaria.

    Collocamento degli impianti protesici mammari

    In questa sezione ci occupiamo ora della sede in cui si collocano le protesi mammarie. Queste possono infatti essere sistemate in differenti zone del seno, a seconda dell’anatomia della paziente e del tipo di protesi utilizzata. Ai giorni nostri le protesi si collocano nel piano sottomuscolare, in quello sottoghiandolare o in quello sottofasciale:

    mastoplastica additiva a Brescia

    Terminato l’intervento di mastoplastica additiva a Brescia, il medico suole effettuare un bendaggio della zona dei seni e del torace

    • Posizione sottomuscolare: l’impianto si colloca al di sotto del muscolo gran pettorale, in una tasca che si crea tra tale muscolo, il piccolo pettorale e le costole. Il seno acquisisce in tal modo una maggiore mobilità, e si evita che la sua parte superiore assuma una forma rotonda poco naturale. Il risultato è un impianto meno rigido, unitamente al fatto che le protesi non rimangono per così dire “all’insù”, quando la paziente è sdraiata. Ciò è importante perché riduce il rischio da parte della paziente di soffrire una contrattura capsulare.
    • Posizione sottoghiandolare: con questa posizione l’impianto protesico si colloca tra la ghiandola mammaria ed il muscolo pettorale. I risultati ottenuti sono abbastanza naturali dato che la protesi si muove seguendo in maniera armonica tutti i movimenti della ghiandola mammaria.
    • Posizione sottofasciale: la protesi mammaria viene collocata al di sotto della membrana che ricopre il muscolo pettorale. Questa tecnica può avere come conseguenza un maggior rischio di fastidio e dolore in fase postoperatoria.

    Attualmente le protesi si collocano nel piano sottomuscolare, in quello sottoghiandolare o in quello sottofasciale.

    Postoperatorio della mastoplastica additiva a Brescia

    Fasciatura e reggiseno speciale

    Terminato l’intervento di mastoplastica additiva a Brescia, che ha una durata fra una e due ore, il medico suole effettuare immediatamente, con garze sterili, un bendaggio della zona dei seni e del torace. In taluni casi si utilizza invece un reggiseno. La donna deve utilizzare questo morbido supporto chirurgico di sostegno per tutto il tempo indicatole dal medico, al fine di salvaguardare il buon risultato dell’operazione ed evitare in particolar modo un dislocamento delle protesi. Il reggiseno o altro sostegno che avvolge il seno non deve schiacciare la zona operata.  Comunemente si utilizza una benda elastica, che aiuta a riempire in maniera più adeguata il polo inferiore della mammella, con il fine di ottenere una maggiore rotondità degli impianti nella zona del solco mammario, e di evitare che le protesi rimangano in una posizione troppo elevata del torace.

    Il reggiseno o altro sostegno che avvolge il seno non deve schiacciare la zona operata.

    Contemporaneamente all’uso del bendaggio, si collocano dei tubi di drenaggio per eliminare il liquido residuo dell’operazione. Tanto il bendaggio come i tubi di drenaggio sono rimossi a tre o quattro giorni dall’intervento. È importante evitare che il bendaggio si inumidisca in tale periodo.

    mastoplastica additiva a Brescia

    Tanto il bendaggio come i tubi di drenaggio sono rimossi a tre o quattro giorni dall’intervento di aumento del seno a Brescia

    Passate 72 ore dall’intervento di mastoplastica additiva a Brescia, la paziente dovrà recarsi nuovamente alla clinica per essere visitata dal medico, di modo che questi possa rimuovere il bendaggio e sostituirlo con un reggiseno speciale, che bisognerà indossare giorno e notte, incluso quando si dorme, per tutto il tempo che il medico reputi necessario. Questo speciale sostegno potrà essere rimosso quando ci si lava.

    Massaggi per prevenire una contrattura capsulare

    In talune occasioni, dipendenti dal giudizio del chirurgo plastico, si potrà segnalare alla paziente la necessità di effettuare dei massaggi specialistici al seno (normalmente non prima del terzo giorno dall’intervento), con la finalità di prevenire una possibile contrattura capsulare. Spetta al medico comunicare la forma ed il metodo con cui tali massaggi dovranno essere effettuati, così come la loro frequenza.

    Consigli da seguire dopo l’intervento

    Una delle precauzioni più importanti da seguire dopo essersi sottoposta ad una chirurgia di mastoplastica additiva a Brescia è quella di non prendere il sole nei mesi successivi all’intervento. La ragione di questa precauzione si deve all’iperpigmentazione che subirebbe la cicatrice, la quale con il sole diventerebbe più scura e ben più visibile. La decisione riguardo al tempo in cui non ci si potrà esporre al sole sarà presa dal medico specialista, e varierà a seconda del tipo di pelle, del processo di guarigione della ferita, ecc. Il chirurgo potrà consigliare anche l’utilizzo di una crema solare dato che persino indossando i vestiti, i raggi solari sono in grado di attraversare alcuni tipi di stoffa con conseguente oscuramento della cicatrice.

    mastoplastica additiva a Brescia

    Una delle precauzioni più importanti dopo una chirurgia di aumento del seno a Brescia è quella di non prendere il sole nei mesi successivi all’intervento

    Come regola generale, la maggior parte dei medici pensano che sia più che sufficiente astenersi dall’esporsi al sole per circa sei mesi dopo l’operazione chirurgica. Altri, invece, riducono il tempo a tre mesi e sono in pochi quelli che consigliano di non esporsi per un tempo maggiore. Le creme di protezione solare e gli schermi solari riducono gli effetti nocivi dei raggi solari, ma la efficacia di queste sostanze dipende da molti altri elementi come la quantità di crema applicata, la capacità d’assorbimento della pelle, il fattore di protezione, le attività che si svolgono sotto al sole e il tempo d’esposizione.

    Gli esperti raccomandano un’applicazione di 2 grammi per centimetro quadrato, circa 15 o 20 minuti prima di esporsi al sole. L’applicazione deve essere ripetuta ogni trenta minuti di esposizione al sole. Inoltre, i medici sostengono che sono molto poche le pazienti che seguono queste raccomandazioni in modo rigoroso, e per questo si consiglia di utilizzare una crema solare di protezione 50 e cappelli a falda larga, così come di mettersi al riparo sotto l’ombrellone per ridurre l’esposizione ai raggi solari.

    Non si consiglia di eseguire alcuna attività fisica intensa, almeno per i primi 20 giorni successivi all’intervento di mastoplastica additiva a Brescia.

    Una delle domande più frequenti riguarda quando si possa praticare sport dopo una mastoplastica d’aumento, visto che attualmente si ha una maggior coscienza sull’importanza di fare esercizio fisico con frequenza, non solo per ottenere una migliore forma fisica ma anche per mantenere uno stile di vita più salutare.

    mastoplastica additiva a Brescia

    Un mese dopo l’intervento, l’incisione dovrà essersi cicatrizzata, non si dovrà provare dolore ai seni e l’infiammazione dovrà essersi ridotta

    Ciononostante, a prescindere dal tipo di protesi utilizzata, non si consiglia di eseguire alcuna attività fisica moderata ed ancor meno intensa, almeno per i primi 20 giorni successivi all’intervento. Il chirurgo plastico darà le proprie raccomandazioni riguardo a quale attività fisica si possa realizzare e a quando si potrà iniziare a fare sport.

    Affinché la mastoplastica d’aumento abbia successo ed al fine di garantire il benestare della paziente, sarà necessario seguire rigorosamente tutte le raccomandazioni del periodo postoperatorio, a seconda delle indicazioni ricevute dal chirurgo plastico, che assicureranno il risultato desiderato. Se non si seguono tali raccomandazioni possono sorgere complicazioni come sanguinamento postoperatorio, edema ghiandolare, accumulo di liquido infiammatorio, dolore o spostamento delle protesi.

    Un mese dopo l’intervento di aumento del seno a Brescia, l’incisione dovrà essersi cicatrizzata, non si dovrà provare dolore ai seni e l’infiammazione dovrà essersi ridotta, per cui sarà possibile ricominciare a praticare – poco a poco – attività fisiche.

    È necessario ricordare che se si tratta di esercizio fisico all’aria aperta, bisognerà attendere un po’ di più, in quanto, in seguito ad un’operazione di mastoplastica additiva, la paziente dovrà evitare l’esposizione al sole per circa due o tre mesi nel periodo di convalescenza.

    È possibile allattare dopo un intervento di mastoplastica additiva a Brescia?

    Molte pazienti hanno un seno piccolo o flaccido. Altre, a causa di una maternità o di un forte dimagrimento, perdono consistenza alle mammelle. La mastoplastica additiva è un intervento atto a migliorare l’estetica della mammella attraverso il collocamento di impianti protesici mammari, che consentono di aumentarne il volume, dando al seno una forma più attraente ed estetica. In ogni caso, uno dei timori più comuni riguardo a quest’operazione chirurgica è quello che possa pregiudicare il futuro allattamento al seno. Per conoscere i differenti effetti dell’intervento sull’allattamento, bisogna sapere che tipo di tecnica sarà usata, dato che ognuna produce differenti conseguenze.

    aumento delle mammelle a Brescia

    Bisogna sottolineare che le protesi non impediscono l’allattamento al seno

    L’opinione comunemente accettata è che non esista alcun impedimento, giacché le tecniche chirurgiche dei giorni nostri non producono alcun danno al tessuto ghiandolare. Le protesi possono essere collocate dietro al muscolo pettorale e lasciare una cicatrice sotto al solco della mammella, di modo che il capezzolo non subisca nessuna modifica. In ogni caso, conviene sempre esternare al chirurgo plastico il proprio desiderio di essere madre ed allattare al seno in futuro. In questo modo si potranno adottare le misure più opportune ed utilizzare le tecniche necessarie a rendere tale desiderio realtà.

    A volte possono insorgere complicazioni quando l’impianto viene fatto entrare attraverso l’areola e si posizione dietro alla ghiandola mammaria, creando quindi una cicatrice interna che solitamente non impedisce l’allattamento al seno ma può sì renderlo più difficoltoso nel caso in cui si producano danni ai condotti. Il medico dovrà prestare attenzione a non danneggiare il nervo, la ghiandola mammaria o il dotto del latte materno. Se durante l’operazione si danneggia un nervo, ne può derivare una diminuzione della sensibilità del capezzolo, e questa ridotta sensibilità può ostacolare la discesa del latte nei condotti. Di contro, un danno ai condotti può far sì che il seno produca una minor quantità di latte materno.

    Rischi dell’operazione

    aumento del seno a Brescia

    La contrattura può provocare fastidio e un po’ di dolore, e dare al seno un aspetto poco naturale

    Un intervento chirurgico, anche se apparentemente semplice come l’intervento di aumento del seno, comporta sempre una piccola parte di rischio, che può comunque essere ampiamente ridotta scegliendo un medico qualificato e seguendo in modo rigoroso gli avvertimenti del chirurgo.

    • Ematoma: è l’accumulo di sangue nei seni, che normalmente si riassorbe da solo con il passare del tempo. Ciononostante, in alcuni casi sarà necessario collocare un tubo di drenaggio. Esistono controindicazioni all’assunzione di anticoagulanti o aspirina per 15 giorni prima dell’intervento di mastoplastica d’aumento, perché incrementano il rischio di ematoma. Spetterà al chirurgo indicare che genere di medicamenti sia necessario sospendere e per quanto tempo prima dell’operazione.
    • Infezione: nei casi in cui si presenta, l’infezione sorge a pochi giorni dall’intervento, e normalmente si associa a sintomi come febbre ed infiammazioni. Per guarire è necessario assumere degli antibiotici che dovranno necessariamente essere prescritti dal chirurgo plastico, e solo in rare occasioni è stato necessario rimuovere gli impianti protesici per fermare l’infezione. La zona che è solita infettarsi più di frequente è il contorno delle protesi, con conseguente apparizione di febbre entro la prima settimana.

      aumento del seno a Brescia

      La percentuale di probabilità che si produca una contrattura dopo l’intervento di aumento del seno a Brescia è molto bassa

    • Contrattura capsulare: le contratture si verificano a causa del fatto che il tessuto che si forma intorno all’impianto protesico mammario – che è una specie di capsula generata nel processo di adattamento del seno alla protesi – si contrae ed indurisce. La contrattura può provocare fastidio e un po’ di dolore, e dare al seno un aspetto poco naturale. La percentuale di probabilità che si produca una contrattura dopo l’operazione di mastoplastica additiva a Brescia è molto bassa, grazie ai progressi introdotti dalle nuove tecniche chirurgiche ed ai materiali avanzati attualmente usati per fabbricare le protesi. Ogniqualvolta si inserisca nell’organismo un corpo estraneo, si attiverà un meccanismo di difesa naturale che consiste nella generazione di una cicatrice sul contorno di tale elemento estraneo; questa prende il nome di capsula. Con tale cicatrice l’organismo cerca di isolare questo nuovo oggetto ed evitare quindi ulteriori complicazioni o reazioni. Ciononostante in alcuni caso, ed apparentemente senza motivi specifici, tale capsula si contrae causando una compressione dell’impianto protesico, che in tal modo si deforma e provoca dolore.
    • Sieroma: è un accumulo di liquido che si forma nella protesi del seno e scompare da solo quando il corpo lo riassorbe. In alcuni casi è necessario collocare un tubo di drenaggio per eliminarlo.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *