Aumento del seno a Roma


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Pubblicato in Mastoplastica additiva

L’aumento del seno a Roma è uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti attualmente dato che si sono raggiunti importanti sviluppi nella qualità delle protesi e nelle tecniche chirurgiche che hanno ridotto al massimo i possibili rischi che si rilevavano nei decenni scorsi. Questo tipo di intervento chirurgico ha una lunga storia e si realizza dagli anni Sessanta negli Stati Uniti, e l’esperienza acquisita duranti gli ultimi cinquant’anni ha permesso enormi sviluppi ed una notevole riduzione dei rischi. La finalità della mastoplastica additivaaumento del seno a Roma è quella di arrivare ad un aumento della misura della mammella in armonia con taglia, costituzione e preferenze della paziente. Il risultato estetico è immediato e assieme ad esso si ottiene un aumento dell’autostima nella donna, così come una maggiore sicurezza in sé stesse.

L’aumento del seno a Roma è uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti attualmente

Aumento del seno a Roma: altre informazioni

Età minima per realizzare l’aumento del seno a Roma

mastoplastica additiva a Roma

L’età non è un aspetto fondamentale per la realizzazione di questo intervento, ma si consiglia di non realizzare l’operazione prima dei 18 anni.

L’età non è un aspetto fondamentale per la realizzazione di questo intervento, ma bisogna tener comunque conto del fatto che dato che può esistere un tardo sviluppo della mammella, si consiglia di non realizzare l’operazione prima dei 18 anni. Inoltre, dobbiamo sottolineare che si riscontra una maggior stabilità emozionale a partire da tale età, dato che i cambiamenti emozionali e d’opinione sono più frequenti quando si è più giovani. Recarsi allo studio di un chirurgo con esperienza è fondamentale per ottenere informazioni complete, dato esistono molte decisioni (misura, forma e tipi di protesi, via d’inserimento degli impianti) che si dovrebbero prendere solo dopo un’analisi personalizzata del seno della paziente (forma e misura attuali, forma del capezzolo e possibili asimmetrie), così come altri aspetti della sua anatomia (altezza, petto, volume del torace).

Fino al raggiungimento di questa età ed alla possibilità di realizzare un intervento di chirurgia di aumento dei seni a Roma, si possono adottare alcune misure atte ad aumentare il volume delle mammelle, come per esempio l’utilizzo di diete specifiche, massaggi od esercizi, anche se bisogna ricordare che l’efficacia di tali esercizi e misure è molto limitata e che l’unica soluzione definitiva e duratura per aumentare il seno è l’intervento chirurgico.

Che impianti protesici si utilizzano per la mastoplastica additiva?

Nell’aumento del seno a Roma è molto importante l’utilizzo di protesi mammarie adeguate, che rispettino i requisiti sanitari. È sconsigliabile cercare di ridurre i costi dell’aumento del seno utilizzando impianti di bassa qualità, dato che questi rimarranno nel corpo per molti anni, ragion per cui è invece auspicabile selezionare protesi di alta gamma, in modo da diminuire in modo rilevante eventuali problemi futuri. Negli impianti si utilizza un materiale biocompatibile, in questo modo l’organismo non cerca di eliminarlo come se fosse un corpo estraneo, ma si limita invece ad isolarlo, formando attorno ad esso una capsula. I chirurghi di BonoMedico utilizzano esclusivamente impianti omologati dal Ministero della Sanità, totalmente garantiti. Si utilizzano solo impianti che abbiano superato i controlli della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico.

aumento del seno a Roma

Nell’aumento del seno a Roma è molto importante l’utilizzo di protesi adeguate, che rispettino i requisiti sanitari

La protesi che si suole utilizzare nella maggior parte dei casi è quella di membrana di silicone rugosa e con ripieno di gel: questo impianto protesico è riuscito a diminuire notevolmente la retrazione capsulare (la mammella diventa dura, sferica e provoca fastidio) ad una percentuale inferiore al 2% e il rischio di rippling o pieghe nel seno. Le protesi attuali di gel di silicone coesivo sono formate da molti strati che eliminano quasi al 100% il rischio di rottura (attualmente la percentuale di rottura è dello 0,1%) e nei casi in cui succede è dovuto ad un traumatismo o ad un colpo forte sul seno. In ogni caso dopo la rottura non si produce alcuna fuga di gel: semplicemente si accerterà la rottura e si procederà alla sostituzione dell’impianto, fermo restando che non si tratta di un intervento urgente, ma di uno che si può programmare senza fretta. In riferimento alla durata delle protesi, non esiste una data di scadenza uguale per tutti gli impianti. Non è comunque vero che bisogna cambiarli ogni dieci anni, dato che la durata dipenderà dall’usura e molti fabbricanti le garantiscono vita natural durante.

    Le protesi attuali di gel di silicone coesivo sono formate da molti strati che eliminano quasi al 100% il rischio di rottura.

    È molto importante descrivere un registro clinico adeguato, per determinare qualsiasi problema che impedisca l’operazione di aumento del seno. Il chirurgo deve conoscere questa storia clinica per essere in grado di rilevare qualsiasi controindicazione.

    La chirurgia d’aumento del seno

    Una volta che si sia presa la decisione di sottoporsi a l’intervento, esiste tutta una serie di esami medici di preparazione per l’intervento di aumento del seno ai quali la paziente deve sottoporsi. L’aumento del seno è un intervento chirurgico senza grandi complicazioni e dura una o due ore circa, anche se la durata esatta dipende dalla complessità dell’operazione.

    La via d’acceso scelta dal chirurgo per collocare l’impianto protesico può essere: fra l’areola del capezzolo e la pelle della mammella; sotto il seno nel solco sottomammario; oppure attraverso l’ascella. La via si sceglie a seconda delle caratteristiche fisiche di ciascuna paziente, della misura delle protesi e delle proprie preferenze. L’inserimento attraverso l’areola del capezzolo è una tecnica molto utilizzata, dato che la cicatrice viene occultata dal cambiamento di colore che c’è fra l’areola e la pelle del seno. Non si utilizza nei casi dove l’areola è molto piccola o in cui l’impianto protesico ha un volume importante; in questi casi di solito si inserisce sotto il solco mammario. La scelta della protesi (liscia o rugosa, rotonda o anatomica, marca), così come la tecnica da utilizzare per introdurlo, si effettuerà secondo il criterio del chirurgo, che opterà per la soluzione più adeguata, per ottenere il miglior risultato per la propria paziente.

    Mastoplastica a Roma

    La via d’acceso per collocare l’impianto protesico si sceglie a seconda delle caratteristiche fisiche de ciascuna paziente, della misura delle protesi e delle proprie preferenze

    Dopo la collocazione dell’impianto la palpazione della mammella non si vedrà pregiudicata in maniera significativa, dato che la ghiandola mammaria resta attaccata all’impianto protesico, ragion per cui la donna può apprezzarne i cambiamenti nella tessitura e nella consistenza.

    L’aumento del seno non costituisce un problema per la realizzazione di mammografie od altri esami diagnostici. Tuttavia si consiglia, durante gli esami radiologici, di comunicare sempre al radiologo il fatto che si portano degli impianti mammari, di modo che questi potrà adattare la realizzazione dell’esame alla situazione personale della paziente.

    L’aumento del seno a Roma per via ascellare si impiega specialmente nelle donne che hanno l’areola ed il capezzolo piccoli ed alti.

    Il risultato che si ottiene è molto soddisfacente, senza cicatrice nella zona della mammella dato che questa rimane nascosta sotto il braccio. Costituisce una tecnica un po’ più complicata, a causa della distanza fra l’ascella ed il seno.

    La mastoplastica additiva non costituisce un problema per la realizzazione di mammografie od altri esami diagnostici.

    Come semplice raccomandazione, dato che comunque non si tratta di un fattore determinante, è comunque bene ricordare che durante il ciclo mestruale la mammella diventa più tesa, ragion per cui, se possibile, è preferibile programmare l’operazione in una data che non coincida con il ciclo mestruale.

    L’intervento si può realizzare con anestesia locale o totale, distinzione che si valuterà caso per caso, per scegliere l’opzione più adeguata, e tenendo sempre in considerazione ciò che desidera la paziente. Il giorno dell’intervento la paziente dovrà essere a digiuno sia solido che liquido, e non dovrà aver applicato alcuna crema o lozione, compresi i prodotti estetici e di bellezza.

    Fase postoperatoria della mastoplastica additiva a Roma

    mastoplastica additiva a Roma

    L’intervento di aumento del seno a Roma si può realizzare con anestesia locale o totale

    Nell’operazione di aumento del seno a Roma sottolineiamo l’importanza di una precoce mobilizzazione postoperatoria della zona operata, mediante massaggi che saranno auto effettuati dalla paziente stessa. Questo contribuisce a diminuire la possibilità di problemi futuri come la contrattura capsulare. La compressione dei seni e la mobilizzazione delle protesi sarà effettuata tre o quattro volte al giorno ed approssimativamente 25 volte in totale, per dar modo all’organismo di formare una capsula ampia. I massaggi si dovranno effettuare per alcuni mesi. Nei casi in cui si presentino dolore o fastidio dopo l’intervento, il medico raccomanderà l’ingestione di antiinfiammatori o analgesici. Per ridurre il sangue accumulatosi nella cavità delle protesi si utilizzano dei sottili drenaggi nei primi giorni. Finita l’operazione è importante applicare una fasciatura compressiva, così come utilizzare un reggiseno appropriato. Altre possibili complicanze che possono presentarsi a livello locale, come ematomi, infezioni, intolleranza ai punti da sutura, ecc., necessitano un trattamento adeguato, ma hanno un’incidenza molto bassa.

    Dopo l’aumento del seno o mastoplastica additiva a Roma una volta tornate a casa si avrà una vita normale, a patto di evitare di realizzare sforzi intensi; bisogna sollevare i pesi utilizzando le gambe ed evitando qualsiasi movimento o posizione che causi dolore nel petto. È normale provare un certo fastidio simile a piccoli aghi o ad una cosiddetta “montata lattea”, che si trattano con medicamenti e che diminuiscono giorno per giorno. Passata una settimana è poco frequente la necessità di assumere analgesici. Ci si può fare la doccia con acqua tiepida a partire dal secondo giorno dopo l’operazione, evitando di bagnare il petto e soprattutto i bendaggi. Bisogna evitare l’esposizione al sole e gli sforzi fisici durante alcune settimane e una volta finalizzato tale periodo di riposo si potrà riprendere l’attività fisica e sportiva allo stesso livello di prima dell’intervento. Il periodo di sospensione dal lavoro è molto ridotto.

    Dopo l’aumento del seno o mastoplastica additiva a Roma una volta tornate a casa si avrà una vita normale, a patto di evitare di realizzare sforzi intensi.

    Recupero dopo l’aumento del seno

    Bisogna sottolineare che le protesi non impediscono l’allattamento al seno, giacché esistono vari pregiudizi infondati al riguardo. Ciononostante, i chirurghi raccomandano di evitare di rimanere incinte per alcuni mesi, fino a quando il petto si sarà totalmente adattato all’impianto protesico. Questo processo di adattamento può vedersi alterato o interrotto dai cambi che subisce la mammella dopo il parto e per questo motivo si raccomanda un ragionevole intervallo di tempo tra le due condizioni.

    Non esistono dati scientifici riguardo al fatto che le protesi possano causare un tumore alla mammella o malattie del tessuto connettivo. Le statistiche sanitarie non indicano una maggior incidenza di tale infermità nelle donne che si sono sottoposte ad aumento del seno a Roma.

    Aumento del seno a Roma

    Bisogna sottolineare che le protesi non impediscono l’allattamento al seno, giacché esistono vari pregiudizi infondati al riguardo.

    L’impianto di una protesi non impedisce la realizzazione di una mammografia, anche se bisognerà comunque sempre avvertire lo specialista della sua presenza, per far sì che lo tenga in considerazione quando effettui l’esame e nella successiva diagnosi. Attualmente il prezzo di questo intervento non è più un problema, grazie a BonoMedico.

    Cicatrici nell’Aumento del Seno

    L’operazione di aumento del seno a Roma è una tecnica chirurgica in cui si collocano protesi in entrambi le mammelle, cosa che permette di ottenere la dimensione e la forma desiderata. Si tratta di uno degli interventi chirurgici più frequenti nel campo della chirurgia estetica. Per collocare tali protesi si realizza una piccola incisione che a sua volta comporterà una piccola cicatrice. Grazie ai progressi nel campo della chirurgia plastica ed all’abilità dei chirurghi, tale cicatrice sarà praticamente invisibile. Perché ciò accada è importante far sì che la cicatrizzazione avvenga correttamente.

    L’impianto di una protesi non impedisce la realizzazione di una mammografia, anche se bisognerà comunque sempre avvertire lo specialista della sua presenza.

    La cicatrizzazione è un fenomeno fisiologico il cui obiettivo finale è riparare la zona danneggiata da una ferita, causata da un incidente, un intervento chirurgico, o una qualsiasi altra ragione. Questa riparazione dei tessuti differisce caso per caso, di modo che in alcuni casi la cicatrizzazione è molto buona e con cicatrici quasi invisibili, mentre in altri può terminare molto male e causare la formazione di cheloidi.

    Aumento del seno a Roma

    L’operazione di aumento del seno a Roma è una tecnica chirurgica in cui si collocano protesi in entrambi le mammelle, cosa che permette di ottenere la dimensione e la forma desiderata.

    Quando si esegue l’intervento la cicatrizzazione cerca di riparare tutta la zona danneggiata, tanto per quanto riguarda l’aspetto funzionale quanto per quello estetico. Esistono tempi fisiologici per tutto questo processo. Il chirurgo plastico con l’intervento cerca di far sì che questa cicatrizzazione si svolga in correttamente e che non si producano cicatrici anomale. Per questo motivo cerca la miglior via d’inserimento, che permette di nascondere la cicatrice, e inoltre fa uso di punti di sutura molto fini, tutto ciò al fine di conseguire una cicatrice quasi invisibile.

    La cicatrice tarda un anno approssimativamente prima di assumere il proprio aspetto definitivo, ragion per cui non bisogna fare valutazioni prima di tale periodo di tempo. Per tutto questo tempo diminuiscono le dimensioni della cicatrice, e questa si va appiattendo, ed il colore rosso iniziale va attenuandosi.

    La cicatrizzazione presenta fisiologicamente varie fasi, ognuna di durata determinata:

    1. La prima fase ha un marcato carattere infiammatorio, e dura quattro giorni. Appaiono i segnali ed i sintomi propri di qualsiasi quadro infiammatorio, come eritema, calore, dolore, ecc. In questa fase si produce inizialmente una vasocostrizione, che ferma l’emorragia propria dei tessuti danneggiati dall’intervento, e successivamente una vasodilatazione. La ferita si chiude gradualmente. La durata di questa fase influirà sulle dimensioni della cicatrice: più tempo dura, più questa sarà grande.
    2. La seconda fase è caratterizzata dall’azione dei fibroblasti, ragion per cui è chiamata fibroblastica, e dura fino al quarantesimo giorno. In questa fase si riparano i tessuti connettivi, e si formano vasi sanguigni.
    3. Un’ultima fase è quella della maturazione, che inizia dopo il giorno numero 40. In questa fase la cicatrice si appiattisce, si riduce nelle dimensioni e diminuiscono i sintomi di dolore e calore. Si recupera gradualmente la consistenza del tessuto. Questa cicatrizzazione si deve all’azione di proteine chiamate polipeptidi che influiscono sulla generazione di tessuti e sulla cicatrizzazione.

    Nell’operazione di aumento del seno a Roma dobbiamo considerare i fattori che influiscono nel processo di cicatrizzazione, sia quelli negativi che quelli positivi:

    Aumento del seno a Roma

    La cicatrice tarda un anno approssimativamente prima di assumere il proprio aspetto definitivo, ragion per cui non bisogna fare valutazioni prima di tale periodo di tempo.

    • Adeguata attuazione chirurgica: è importante che il chirurgo selezioni una zona della mammella in cui la cicatrice rimanga il più possibile nascosta, ed è anche importante, oltre alla tecnica chirurgica, il tipo di punti di sutura utilizzati. Tutti questi fattori contribuiscono ad ottenere una cicatrice della pelle quasi impercettibile.
    • Infezioni: le infezioni sono sempre possibili in qualsiasi ferita, ma il chirurgo è in grado di valutare la ferita chirurgica e, se lo ritiene necessario, può prescrivere degli antibiotici, sia in forma preventiva sia per trattare un’infezione già presente. Generalmente non comportano gravi problemi, data l’efficacia degli antibiotici.
    • Nutrizione: un’adeguata nutrizione è molto importante per far sì che la ferita si cicatrizzi correttamente.

    Esistono anche fattori che ostacolano la cicatrizzazione, ragion per cui bisogna tenerne conto quando si decida di sottoporsi ad un’operazione di aumento del seno a Roma:

    1. L’età: il passare del tempo causa un deterioramento delle differenti funzioni del corpo umano, per cui la cicatrizzazione può vedersi influenzata dall’età; maggior l’età, peggiore sarà il processo di cicatrizzazione.
    2. Esistono diverse malattie che alterano il normale processo di cicatrizzazione: diabete, insufficienza renale, insufficienza arteriale, ecc.
    3. Tabagismo: il tabacco altera la circolazione e diminuisce l’ossigenazione, cosa che influenza direttamente la cicatrizzazione.
    4. Alcool: l’alcolismo è normalmente associato ad un quadro di generica malnutrizione, che a sua volta deteriora il processo di cicatrizzazione
    5. Diversi trattamenti antitumorali come la chemioterapia o la radioterapia.
    Mastoplastica additiva a Roma

    Esistono anche fattori che ostacolano la cicatrizzazione, ragion per cui bisogna tenerne conto quando si decida di sottoporsi ad un’operazione di aumento del seno a Roma

    Oltre al fondamentale operato del chirurgo plastico, al fine di ottenere una buona cicatrizzazione nell’operazione di aumento del seno a Roma, esiste tutta una serie di regole che bisogna seguire, e che permettono solitamente di ottenere una cicatrice quasi invisibile:

    1. Smettere di fumare: dato che peggiora la cicatrizzazione, prima dell’intervento bisogna smettere di fumare o perlomeno ridurre drasticamente il consumo di tabacco.
    2. Idratazione: la pelle dev’essere correttamente idratata. Per la cicatrice si consiglia di usare creme idratanti od olio di rosa canina o aloe vera.
    3. Esposizione solare: si deve evitare a qualunque costo che la cicatrice rimanga esposta al sole, per cui sarà necessario utilizzare una protezione solare totale, anche nei giorni nuvolosi ed in cui sembri che non ci sia esposizione al sole.
    4. Massaggi: i massaggi favoriscono l’appiattimento della cicatrice, e fanno sì che questa assuma un aspetto più liscio e sottile. Per il massaggio si raccomanda l’uso di creme idratanti.
    5. Nutrizione: la malnutrizione peggiora la cicatrizzazione, per cui sarà necessario seguire un’alimentazione nutritiva e ben equilibrata.

    Si deve evitare a qualunque costo che la cicatrice rimanga esposta al sole, per cui sarà necessario utilizzare una protezione solare totale.

    Riassumendo, evidenziamo come nell’intervento di aumento del seno a Roma le conseguenti cicatrici rimangano quasi invisibili, cosa che genera una grande soddisfazione nelle pazienti, dato che ottengono l’ambito aumento del seno con un aspetto naturale.

    Domande più frequenti negli interventi di aumento del seno a Roma

    A prescindere dalla gran quantità di informazioni oggigiorno disponibili riguardo all’aumento del seno, esistono ancora molti pregiudizi erronei e timori relativi a questo tipo di intervento chirurgico. Ciò detto, è importante che la donna che decida di sottoporsi ad una mastoplastica additiva a Roma si informi adeguatamente in modo tale da poter prendere le decisioni adeguate.

    Aumento dei seni a Roma

    Molti studi hanno dimostrato che le protesi mammarie che si utilizzano per l’aumento del seno non causano il cancro

    Per molti anni, si sono utilizzate diverse strategie per mettere in risalto il petto della donna, come per esempio i corpetti, i push-up, ecc. ecc. Ma già da anni ormai, la mastoplastica d’aumento si è convertita, per molte donne, in un sogno fatto realtà, dato che attraverso un intervento di basso rischio riescono a migliorare significativamente i propri seni, aumentando molto l’autostima della paziente, con tutti i benefici che ciò comporta a livello personale.

    La mastoplastica o aumento del seno a Roma è una delle operazioni di chirurgia estetica più richieste dalle donne, la cui età va dai 20 ai 45 anni.

    A continuazione prenderemo in considerazione alcuni dubbi o domande frequenti che le pazienti sono solite rivolgere prima di sottoporsi a questo tipo di intervento:

    1. La paziente può rimanere incinta ed allattare al petto se, dopo essersi sottoposta ad un intervento di aumento del seno a Roma, le hanno collocato delle protesi mammarie?

    Gli impianti protesici non rappresentano un inconveniente affinché la donna possa rimanere incinta o allattare al petto. Fino ad oggi, nessuno studio medico ha mai dimostrato scientificamente alcuna conseguenza negativa, tanto per la madre come per il bambino. In tal senso, non esiste alcuna differenza tra protesi collocate davanti o dietro al muscolo pettorale.

    Gli impianti protesici non rappresentano un inconveniente affinché la donna possa rimanere incinta o allattare al petto.

    Si raccomanda comunque di lasciar passare alcuni mesi, dopo essersi sottoposta all’operazione di aumento dei seni a Roma, prima di cercare di rimanere incinta.

    Ad ogni modo, si tratta di questioni o dubbi che si dovrebbero discutere con il proprio chirurgo plastico. Molti di loro consiglieranno di sottoporsi all’intervento dopo aver avuto i figli che si desiderano, più che altro a causa delle alterazioni che la maternità causa nell’estetica dei seni.

    Aumento del seno a Roma

    È importante sapere che le operazioni di aumento del seno a Roma hanno come obiettivo quelle di dar maggior volume ai seni, cioè di aumentarne le dimensioni, ma non necessariamente sollevano o sostengono il seno

    2. Le protesi mammarie causano il cancro?

    Molti studi hanno dimostrato che le protesi mammarie che si utilizzano per l’aumento del seno non causano il cancro e non hanno neanche nessun rapporto, che si possa confermare, con qualsiasi malattia autoimmune. Di fatto, in molti concordano sul fatto che le pazienti che portano protesi mammarie hanno maggiori probabilità di individuare un eventuale cancro nella sua fase iniziale, grazie al fatto che si sottomettono a più controlli prima e dopo la mastoplastica.

    3. Le protesi mammarie sono adeguate nei casi di donne con seno cadente?

    È importante sapere che le operazioni di aumento del seno a Roma hanno come obiettivo quelle di dar maggior volume ai seni, cioè di aumentarne le dimensioni, ma non necessariamente sollevano o sostengono il seno. Le pazienti che vogliono sollevare il seno, devono sottoporsi ad un altro tipo d’intervento, denominato mastopessi, attraverso il quale si toglie l’eccesso di pelle e si ricolloca la ghiandola mammaria, migliorandone la forma. Se oltre a tutto questo la paziente vuole anche aumentare il volume del seno, in tal caso necessiterà di protesi mammarie. Ciononostante, si consiglia di comunicarlo al chirurgo plastico, dato che anche se la mastoplastica d’aumento ha come obiettivo principale quello di dare volume ai seni, solleva anche un po’ i seni cadenti. Se il grado di cadenza è acuto, sarà necessario un riposizionamento dei tessuti, procedimento di cui abbiamo parlato anteriormente e che si conosce con il nome di mastopessi.

    4. Dopo l’intervento d’aumento dei seni è possibile che le mammelle finiscano per essere più unite?

    Dal punto di vista anatomico le mammelle si trovano posizionate fuori dallo sterno, per questo motivo dev’esserci uno spazio di 2 o 3 centimetri fra entrambi i seni. I chirurghi utilizzano di solito, come parametro per la realizzazione della chirurgia, la distanza che esiste fra la linea media ed il capezzolo, che deve essere tra 8 e 10 centimetri e tengono conto della morfologia del torace e la corporatura della paziente. La posizione dei seni deve essere valutata quando la paziente si trovi in piedi e svestita, dato che in questa posizione non è normale che i seni rimangano uniti.

    La forma dei seni dopo l’intervento d’aumento del seno a Roma dipenderà in gran parte dall’anatomia naturale della paziente.

    Certe donne hanno le areole verso l’esterno e con molto spazio fra i seni, en questi casi non sempre si consiglia l’utilizzo di protesi tropo grandi. Invece altre donne hanno un’altra corporatura e con una protesi piccola i seni rimangono uniti in modo ottimo. Dipenderà della corporatura di ogni donna.

    5. È consigliabile collocare la protesi dietro il muscolo pettorale?
    Aumento del seno a Roma

    Se la paziente possiede una ghiandola mammaria capace di generare una copertura totale della protesi, questa deve collocarsi dietro la ghiandola

    Dipenderà caso per caso. Se la paziente possiede una ghiandola mammaria capace di generare una copertura totale della protesi, questa deve collocarsi dietro la ghiandola. Se si tratta di pazienti con la ghiandola mammaria piccola e non si riesce a creare una copertura totale della protesi, per ottenere un risultato molto più naturale si consiglia di collocare la parte superiore della protesi nella parte posteriore del muscolo pettorale.

    Una delle vie che riuniscono tutti i vantaggi per questo tipo d’intervento è la via sottofasciale (cosiddetta dual plane), ossia, sotto la fascia del muscolo pettorale. Molti chirurghi utilizzano questa via, considerandola la più raccomandabile.

    6. Quali protesi sono meglio: quelle tonde o quelle a forma di goccia?

    La forma dei seni dopo l’intervento di mastoplastica additiva a Roma dipenderà in gran parte dall’anatomia naturale della paziente. Generalmente le protesi anatomiche o a forma di gocce si impiegano per i casi di ricostruzione mammaria totale, procedimento conosciuto con il nome di post mastectomia. In questo caso, è fondamentale il consiglio del chirurgo che effettuerà l’intervento, al fine di ottenere i migliori risultati dal punto di vista estetico.

    7. Le protesi rugose sono le migliori?
    mastoplastica additiva a Roma

    Attualmente le protesi più utilizzate sono quelle rugose, dato che si è dimostrato che hanno minori possibilità di produrre contrattura capsulare.

    Attualmente le protesi più utilizzate sono quelle rugose, dato che si è dimostrato che hanno minori possibilità di produrre contrattura capsulare. Ciononostante, certi chirurghi continuano ad utilizzare le protesi lisce, soprattutto quando vengono posizionate dietro al muscolo pettorale.

    8. Bisogna sostituire le protesi ad intervalli di tempo prestabiliti, o sono definitive?

    Le protesi mammarie non hanno data di scadenza, anche se col tempo subiscono un’usura naturale, così come l’organismo della paziente.

    9. Esiste un’età limite per l’utilizzo delle protesi mammarie?

    Non esiste età limite. Però si consiglia di non utilizzare le protesi mammarie finché le mammelle si sono sviluppate completamente. Come riferimento temporale, dai 17 anni in poi di solito si considera finalizzato questo processo.

    Si consiglia di non utilizzare le protesi mammarie finché le mammelle si sono sviluppate completamente.

    10. Quando potrà riprendere la paziente la propria attività lavorativa?

    Non è possibile stabilire un termine concreto, dato che dipenderà dalla tecnica utilizzata e dal processo di guarigione della paziente. In linea di massima, dopo la prima settimana dall’intervento di aumento di seno a Roma, le pazienti di solito sono in grado di riprendere l’attività lavorativa.

    11. Dopo l’operazione quanto tempo bisogna aspettare prima di avere rapporti sessuali?

    Prima di avere rapporti sessuali è opportuno aspettare un paio di settimane, affinché spariscano i dolori e la sensibilità dalla zona sottoposta all’intervento.

    12. Quando potrà tornare la paziente a fare sport?
    Aumento del seno a Roma

    La paziente deve evitare durante i primi venti giorni ogni movimento che contragga il muscolo pettorale e aspettare circa sei settimane, prima di cominciare ad eseguire attività fisiche molto intense

    In generale, la paziente deve evitare durante i primi venti giorni ogni movimento che contragga il muscolo pettorale e aspettare circa sei settimane, prima di cominciare ad eseguire attività fisiche molto intense. Comunque sia, dipenderà caso per caso, e si tratta di un argomento che conviene comunicare al chirurgo plastico, seguendo le sue indicazioni.

    13. Che sensazione si deve aspettare la paziente subito dopo l’intervento?

    Nei primi giorni proverà disagio, sensazione di tensione nella zona sottoposta all’intervento, così come prurito ed altre strane sensazioni. Ad ogni modo, non si tratta di un postoperatorio doloroso. Di fatto, il grado di soddisfazione tra le pazienti operate è molto alto per ciò che riguarda non solo i risultati, ma anche la fase postoperatoria.

    14. Il volume del capezzolo diminuisce in seguito all’intervento?

    Il volume delle mammelle scelto dalla paziente condizionerà la misura dell’areola e del capezzolo (potrebbe rimanere proiettato verso l’esterno o verso l’interno).

    15. Il seno tende a cadere di più a causa della protesi?

    Per via della morbidezza della pelle, i seni tendono a cadere. Ciononostante, se le protesi mammarie si trovano sotto il muscolo, il peso non ricadrà sulla pelle, fatto che aiuterà che la cadenza dei seni sia minore. Diverso è il discorso nel caso in cui le protesi siano invece collocate sotto la ghiandola.

    16. Che tipo di anestesia si utilizza in questi interventi: anestesia locale o anestesia totale?

    Le operazioni di mastoplastica additiva a Roma si possono realizzare con anestesia locale e sedazione o con anestesia totale. È normale che i chirurghi utilizzino l’anestesia totale con il fine di tener sotto controllo il dolore della paziente e per farla sentire più comoda.

    17. La paziente deve restare ricoverata dopo la mastoplastica?

    Si consiglia un ricovero di 24 ore per avere un maggiore controllo della paziente.

    18. Di cosa sono fatte le protesi?
    Aumento dei seni a Roma

    Le operazioni di aumento del seno a Roma si possono realizzare con anestesia locale e sedazione o con anestesia totale

    I materiali utilizzati sono molto diversi: silicone, soluzione salina, idrogel, poliuretano o altri. Le protesi di gel di silicone coesivo e di consistenza moderata sono molto usate perché offrono come vantaggio il fatto che, nel caso poco probabile di rottura, il gel non si disperde, ma rimane unito alla protesi. Nelle protesi di soluzione salina, in caso di rottura, la soluzione viene riassorbita dall’organismo senza alcun problema, ciononostante, presentano altre complicazioni: si possono sgonfiare ed incidere negativamente sull’estetica del seno; sono più dure al tatto; inoltre generano sensazioni termiche (freddo) o sonore.

    19. Che differenza c’è tra le protesi con rivestimento liscio quelle con rivestimento testurizzato? 

    Come abbiamo già detto, di solito si consiglia l’utilizzo delle protesi testurizzate perché comportano un minor rischio di contrattura capsulare.

    20. Come scegliere adeguatamente la misura del seno?

    Conviene lasciarsi consigliare ed ascoltare con attenzione il chirurgo plastico, che avrà delle conoscenze consolidate sull’anatomia umana e su come influisce su di essa il volume delle protesi. Chiaramente il volume del seno deve essere in armonia con il resto del corpo, specialmente con l’altezza della paziente. Da un punto di vista pratico, il chirurgo potrà fare una simulazione del volume delle protesi scelte utilizzando determinati programmi informatici o collocando diverse misure dentro un reggiseno senza ripieno fino a trovare il volume che la paziente trovi più idoneo e che la faccia sentire più a suo agio.

    Il volume del seno deve essere in armonia con il resto del corpo, specialmente con l’altezza della paziente.

    21. Esistono differenze tra le protesi mammarie collocate sotto o sopra il muscolo pettorale?

    È molto comune collocare la protesi attraverso una cicatrice sul bordo inferiore dell’areola e che si trova situata sotto il muscolo pettorale maggiore, con l’obiettivo di minimizzare le probabilità di contrattura capsulare, di separare la protesi dalla ghiandola e di ottenere dei risultati molto più naturali.

    22. Che differenza c’è fra l’utilizzo di una protesi anatomica ed una protesi rotonda?
    Mastoplastica additiva a Roma

    Esistono tre vie per inserire la protesi mammaria

    L’idea principale è che la protesi anatomica possa offrire dei risultati molto più naturali. Ciononostante è una questione che dovrà decidere la paziente, sebbene dovrà ascoltare i consigli del chirurgo plastico.

    23. Se la paziente pratica esercizi di muscolazione, come bisogna procedere?

    In questi casi, di solito si consiglia che le protesi vengano collocate sopra il muscolo pettorale, cioè, sotto la ghiandola, fatto che comporta un risultato meno naturale ed un po’ più artificiale, il rischio di contrattura capsulare è maggiore e il seno tende a cadere di più.

    24. Quali sono le vie per collocare le protesi mammarie?

    Esistono tre vie per inserire la protesi mammaria nel intervento di aumento del seno a Roma:

    • Attraverso l’areola: è molto utilizzata trattandosi di una via di accesso molto discreta, il cui obiettivo è che la cicatrice rimanga inosservata ai più. Il bordo dell’areola aiuta a nascondere la cicatrice.
    • Attraverso l’ascella: è una via d’incisione che di solito si utilizza quando le protesi sono di soluzione salina o quando la propria paziente preferisce questa via.
    • Attraverso il solco mammario: questa via può essere più visibile quado si indossa il costume da bagno, dato che si tratta di una zona più esposta. Questa via è preferibile quando la protesi viene inserita a livello sottoghiandolare perché in questi casi la cicatrice resta nascosta sotto la mammella.
    25. È pericoloso realizzare un aumento del seno attraverso il solco mammario?

    Se si utilizza la tecnica adeguata, realizzata da un chirurgo esperto, nessuna delle vie che si utilizza per realizzare l’aumento del seno a Roma è pericolosa.

    26. Se il mio corpo tende a formare cicatrici cheloidi, cosa si può fare per prevenirle?
    Aumento dei seni a Roma

    Se si utilizza la tecnica adeguata, realizzata da un chirurgo esperto, nessuna delle vie che si utilizza per realizzare l’aumento del seno a Roma è pericolosa.

    Esistono trattamenti per evitare la formazione di questo tipo di cicatrice, sebbene non ci diano garanzie sul fatto che si producano lo stesso. Il trattamento inizia al momento dell’intervento e deve continuare durante il postoperatorio, per il tempo indicato dallo specialista e che di solito non è inferiore ai tre mesi.

    27. Le protesi in silicone hanno effetti collaterali?

    Non hanno effetti collaterali, sebbene, comportano un maggior rischio di contrattura capsulare, cioè, della formazione di una cappa di tessuto molto spessa attorno alla protesi. La contrattura capsulare può essere trattata, sebbene in situazioni estreme può richiedere un secondo intervento, anche se di minore portata.

    28. Possono apparire ematomi od infezioni dopo l’intervento al seno? 

    In riferimento agli ematomi, di solito non si producono grazie all’utilizzo dei drenaggi.

    In relazione alle possibili infezioni, sono poco frequenti, ma nel caso in cui accadano si possono minimizzare trattandole adeguatamente a base di antibiotici.

    La contrattura capsulare è la principale complicazione che può derivare da una mastoplastica additiva.

    29. Quale è l’origine della contrattura capsulare?

    Dipende dalla cicatrizzazione interna della paziente, in questo senso, prima dell’intervento si consiglia di assumere della vitamina A per favorire il processo di cicatrizzazione. Ad ogni modo, grazie all’alta qualità della protesi, così come allo sviluppo delle tecniche utilizzate, non è normale che ciò accada.

    Si tratta della principale complicazione che può derivare da una mastoplastica d’aumento.

    Se la collocazione della protesi si realizza per via sottomuscolare, la percentuale di possibilità di contrattura è molto più piccola.

    Mastoplastica d'aumento a Roma

    Se la collocazione della protesi si realizza per via sottomuscolare, la percentuale di possibilità di contrattura è molto più piccola

    Nel caso di contrattura muscolare si consiglia di realizzare dei massaggi per minimizzarla. Se questi non sono sufficienti, si utilizzano gli ultrasuoni con l’obiettivo di ammorbidire la capsula. Se neanche gli ultrasuoni fanno effetto si può realizzare una capsulotomia aperta: in regime di anestesia locale con sedazione, si realizza una piccola incisione nella zona del seno per sezionare la capsula e far sì che la protesi torni al suo posto.

    30. È possibile che una protesi esploda in aereo?

    No, non è possibile che una protesi esploda in aereo. Nonostante la soluzione salina possa soffrire cambiamenti di volume dovuti alla pressione, questo non succede quando si utilizza il silicone.

    31. Si può rompere la protesi durante una mammografia?

    La paziente dovrà comunicare al tecnico radiologo il fatto che si sia sottoposta ad una mastoplastica d’aumento e che è portatrice di protesi al seno, al fine di evitare che il proprio seno venga compresso eccessivamente.

    32. Nel caso in cui la protesi si rompa, la fuga di silicone può comportare seri rischi per la salute?

    In questi casi si produce una reazione fibrosa intorno al silicone che bisogna rimuovere per evitare l’infiammazione della zona interessata.

    33. Esiste una soluzione per i casi in cui la protesi si sposta all’interno del seno?

    È possibile il spostamento o rotazione della protesi se la capsula diventa così grande da non riuscire a sostenere la protesi nella sua posizione iniziale. In questi casi, bisognerebbe aprire la capsula, suturarla per far sì che rimanga fissata nella sua posizione iniziale.

    34. È opportuno sottoporsi ad una operazione di mastoplastica additiva durante il ciclo mestruale?

    Il ciclo mestruale non altera la coagulazione della paziente, quindi non comporta alcun rischio di sanguinamento più copioso o di maggior volume. Pertanto, non influisce né durante l’operazione, né durante il post operatorio.

    35. È possibile allattare dopo un’operazione d’aumento del seno?
    Mastoplastica additiva a Roma

    Le conseguenze della mastoplastica sull’allattamento dipenderanno dal luogo dove viene collocata la protesi e dalla tecnica utilizzata

    Come abbiamo commentato in precedenza, l’ideale è realizzare l’intervento dopo aver avuto i figli, a meno che alla donna non interessi allattare al seno. Le conseguenze della mastoplastica sull’allattamento dipenderanno dal luogo dove viene collocata la protesi e dalla tecnica utilizzata. Se non viene alterata la connessione della ghiandola mammaria con i condotti galattofori (che portano il latte materno all’esterno), non si dovrebbe pregiudicare la possibilità di allattamento. In ogni modo, si tratta di una questione che si dovrà chiarire con il chirurgo plastico.

    36. Dopo l’intervento si può prendere un bambino in braccio?

    Si consiglia di non realizzare sforzi né sollevare pesi durante un mese dopo la realizzazione dell’intervento.

    37. Dopo l’intervento di aumento del seno a Roma, quanto tempo deve aspettare la paziente per guidare?

    Facendo attenzione a non sollevare oggetti pesanti né eseguire grandi sforzi, la paziente potrà avere una vita normale a partire dal quarto giorno, anche se si dovranno comunque seguire le istruzioni del chirurgo plastico.

    38. Se esistono precedenti familiari di cancro nella famiglia della paziente, si deve rinunciare all’idea di una mastoplastica additiva?

    Si parla di persone che devono fare speciale attenzione a causa dei propri precedenti familiari di cancro e che devono sottoporsi a ulteriori controlli. In questo caso sarà necessario consultare con il ginecologo e se il medico consiglia di non eseguirlo per possibili difficoltà con le mammografie od altri esami, sarà meglio non sottoporsi all’intervento.

    39. La mammografia è efficace per rilevare un tumore di piccole dimensioni?
    Aumento del seno a Roma

    Se la protesi si colloca davanti al muscolo pettorale, i dolori sono minimi.

    Le protesi che si collocano a livello sottoghiandolare oppure sottomuscolare possono rendere più difficile la mammografia. Per questo è importante comunicarlo sempre al radiologo. Ciononostante, le ecografie sono attualmente considerate il metodo più sicuro e più preciso.

    Anche le risonanze magnetiche possono analizzare la ghiandola mammaria senza problemi.

    40. Quanto dura un’operazione di aumento del seno a Roma?

    Generalmente e come riferimento approssimativo, circa due ore.

    41. Esistono controindicazioni a questo intervento se la paziente soffre di Lupus eritematoso?

    In generale non si consiglia l’utilizzo di protesi di silicone, dato che il sistema immunologico della paziente soffre di alterazioni, e si necessitano cure speciali.

    42. Si tratta di un intervento doloroso?

    Se la protesi si colloca davanti al muscolo pettorale, i dolori sono minimi. In caso di collocarla dietro al muscolo pettorale, i dolori sono maggiori ed il tempo di ricovero più lento.

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